19/03/2012

Una lezione prova

Oggi ho partecipato a una lezione prova di italiano condotta dal direttore dei corsi del centro di cultura italiana. Tre studenti di cui una non aveva mai imparato la lingua, le altre due invece hanno praticato già per un anno. È molto educativo vedere come insegnano le altre persone così questa volta ho potuto apprendere molto, anzi moltissimo su come mantenere alta la concentrazione e la motivazione per seguire la lezione. Purtroppo questo direttore non insegna più perché direttore dei corsi e anche della parte burocratica del centro, è un vero peccato perché si vedeva che era felicissimo di essere li e di stare a contatto con gli studenti. Questo tipo di lezione prova si dovrebbero fare più spesso ma la mancanza di tempo, e anche di fondi da parte del centro, non lo permettono. È stato comunque bellissimo vedere come queste studenti del liceo avessero voglia non solo di imparare ma anche di usare l’italiano che conoscono e stavano imparando durante la lezione.

Tutti che imparano e lo sto facendo anch’io. Oggi ho stampato le foto da presentare domani alla giuria di fotografi del gruppo per vedere se le accettano. Poi ci sarà da mettere il titolo (la parte più difficile) e da decidere la grandezza della varie foto. Sarà una giornata lunghissima.

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22/02/2012

E` ritornato a funzionare tutto

Dopo circa un anno sono finalmente riuscito ad entrare nel mio blog e a poter scrivere questo post.

Ho continuato i post quasi giornalemente sull'altro blog:

http://ciaodakyoto.net/

adesso vedo come riesco a gestirli entrambi. Di seguito aggiungo i post di oggi:

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Sopra la panca la capra campa, sotto la capra la capra crepa. Volevo insegnarlo ai bambini ma non mi avrebbero capito. O forse si?

Nel treno per Osaka: “ Ma i bambini a cui ho insegnato la morra cinese in italiano e il giro giro tondo, fra un anno si ricorderanno di questa esperienza?” Molti genitori erano li con la cinepresa (parola morta, adesso è “la fotocamera”) a filmare (anche questa!! Forse è meglio “registrare”) i giochi e i loro pargoli mentre si divertivano. Quando avranno vent’anni, o prima di sposarsi, faranno un video ricordo e magari includeranno anche uno spezzone del “giro giro tondo”. Nella teoria del caos, un battito d’ali in Asia fa nascere un ciclone sull’oceano atlantico. La Nina ha fatto sciogliere le calotte polari e fra alcuni anni pure Venezia o sarà sotto il mare o chiuderanno le bocche di porto per sempre. Che effetto potrà fare in futuro il “giro giro tondo” di domenica scorsa? Forse l’effetto è già avvenuto ma nessuno se ne è accorto.

Le parole. Qui a volte le chiamano “kotodama” e a volte “shu”. Le parole hanno anima, vivono e sopravvivono. Una parola adesso può e sicuramente cambia il percorso della cita. Gli inglesi le chiamano “meme”. 

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Bentornato!!

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09/01/2011

Aiutare, essere aiutato e l’impossibilità di aiutare

 

wanpointo.jpgEra prevedibile, era accaduto anche a me alcune settimane dopo la morte di mia moglie. Mia madre da alcune settimane non può muovere la spalla e il braccio destro perché le fa male. Non riesce a dormire e neanche a cambiarsi da sola.

Mi ha detto che è andata dal medico che le ha prescritto una cura che inizierà alla fine del mese! ?????

È stata due volte al pronto soccorso. La prima volta: “Signora per così poco! Un po’ di ghiaccio e degli antidolorificipatan1.jpgandranno bene!”. Visto che non può dormire e deve fare attenzione come respirare è andata ancora al pronto soccorso: “Signora lei ha bisogno di cure immediate. Non può andare avanti così. Lunedì vada da questo specialista che ...”.

Oggi è il compleanno della nipotina e lei vorrebbe andare a casa di mio fratello per festeggiare ma non può muoversi inoltre è in uno stato psicofisico pessimo. Se la montagna non può andare da Maometto allora facciamo andare Maometto allapatan2.jpgmontagna. Vediamo se riesco a convincere mio fratello.

“Lo sai che la madre di ... mi ha aiutato? Mi ha accompagnato al pronto soccorso, è andata su per fare le carte. Le ho detto che avrebbe sprecato mezza giornata ma mi ha detto di non preoccuparmi.” Fin’ora mia madre ha sempre aiutato gli altri e non è abituata a farsi aiutare. Un po’ alla volta imparerà anche lei.

boku.jpgLo sapevo ed è sempre stato in un angolino della mia testa. Quando sono venuto ad abitare in Giappone sapevo che sarebbero accaduti i fatti della vita. Mio padre è morto lo scorso anno. Mia madre ne risente e dovrà finalmente pensare un po’ più a se stessa e soprattutto alla salute. Ma che rabbia non poter fare nulla di concreto. Posso solo telefonarle.

Quando mia moglie era in ospedale, andavo ogni giorno su e giù per qualunque cosa avesse bisogno o volesse. Li mi sono reso conto di quanto sia importante stare fisicamente vicino alle persone che hanno bisogno. Specialmente alla famiglia.

Koraeru shika arimasen ne.

 

12:47 Scritto da: fabiokyotese in blog life | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | Tag: madre, ospedale, aiutare | OKNOtizie |  Facebook

08/01/2011

Il lavoro perfetto, da manuale

 

chuumoku.jpgSu questo non c’è niente da obbiettare. Quando una persona fa bene il suo lavoro tutto il meccanismo fila liscio senza nessun intoppo. ...

Ieri pomeriggio sono stato al Daimaru (grandi magazzini) per comprare un po’ di pane. Come al solito ho preso il vassoio e le pinzette, ho girato tra i vari tipi di pane e mi sono messo in fila alla cassa con il vassoio davanti a me. Guardavo la signora che con movimenti perfetti e veloci metteva ogni pane (sono anche dolci al cioccolato o allauee.jpgcrema ma qui etichettano tutto come “pane”) in un sacchettino trasparente chiudendolo con un pezzettino di nastro adesivo. Poi prendeva i soldi che il cliente aveva messo e consegnava il resto dato automaticamente dalla cassa. Infine prendeva ogni sacchettino, lo mettava in un sacchetto più grande e con un leggero inchino lo consegnava con entrambi le mani al cliente con un sorrisino.

È stata la prima volta che ho avuto questa sensazione di soggezzione se non di paura okuukan.jpgpreoccupazione. “Chissà che cosa stara pensando questa signorina mentre lavora.” Oppure “Quando non lavora che cosa farà.” Oppure “Magari sta studiando per cambiare lavoro e fare qualcos’altro”.

Il tutto mi è risultato molto lontano, freddo, falso ma anche accogliente e gentile. Sarà stata la stanchezza, ma mi è sembrato di intravedere qualcosa, come se ci fossero due strati. Non riesco ancora a capire bene cosa sia successo ma era li e potevo anche quasi toccarlo. Sarà la vecchiaia? Oppure la troppa insalata che mi sta dando alla testa?

 

11:31 Scritto da: fabiokyotese in blog life | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: pane, lavoro, manuale | OKNOtizie |  Facebook

07/01/2011

Jinja o otera?

Le lezioni alla scuola sono iniziate e questa sia Elena che io siamo usciti per strade diverse, ognuno con la propria responsabilità. Nevicava leggermente.

Chiedendo alle studenti che cosa avevano fatto durante queste settimane di vacanze ho notato che quasi la metà di loro era rimasta a casa con la famiglia magari andando a fare le spese durante i primi giorni dell’anno. La rimanente metà ha lavorato. Chi al ristorante, chi in chiesa e chi al santuario. Queste di solito sono le ragazze più attive anche a scuola. Mi ha colpito la storia di una ragazza che nei giorni del Natale è andata a lavorare in chiesa invece, negli ultimi giorni e primi giorni dell’anno, ha lavorato come miko san in un santuario. Mi ha un po’ colpito questa facilità e anche naturalezza con cui cambiano posto sempre beninteso facendo bene il proprio lavoro. Pensando che molti vanno al tempio e poi al santuario o viceversa è anche comprensibile. Sarà meno comprensibile un italiano che va in giro per i santuari e i templi a fotografare i “credenti” e si scorda quando arriva la Pasqua e la Befana. Paese che vai usanze che trovi. Bel proverbio.

13:08 Scritto da: fabiokyotese in blog life | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: jinja, otera, chiesa | OKNOtizie |  Facebook