19/11/2009

Kenkun jinja

kenkun13.jpgNuvole pesantissime al mattino, creavano quasi un’alone di oppressione su tutte le parti del corpo, come se l’atmosfera si fosse di colpo appesantita e ti volesse quasi schiacciare per terra, il tutto aiutato dalla bassa temperatura.

Però durante il pomeriggio un po’ di luce del sole si è vista così sono andato a Kenkun jinja, un santuario che si trova su una collina non lontana da casa mia. C’ero già stato in passato e ce l’avevo in un angolino della testa così oggi ho fatto una visita per vedere com’erano i colori e se potevo “ sentire “ qualcosa di più che non le volte kenkun02.jpgpassate. La scalinata per arrivare in cima è abbastanza ripida tanto che si fa presto ad avere il fiatone. Turisti non ce ne sono quasi mai, forse qualche maniaco dei santuari ma di solito non c’è nessuno. L’aria era un po’ tesa e i colori un po’ sul blu verde scuro. I torii arancioni facevano bella figura e si poteva sentire il cinguettio kenkun05.jpgdegli uccelli con il fruscio del vento tra gli alberi dietro l’altare principale.lo scricchiolio dei sassolini sotto i miei piedi erano l’unico rumore artificiale, il vento e il rombo smorzato delle automobili si udivano in lontani.

Durante la mia permanenza soltanto una coppia di anziani, forse per la loro passeggiata giornaliera, sono saliti fino in cima. La moglie più arzilla del marito, commentavano sulle foglie non ancora rosse, intanto buttavano un’occhio verso di me curiosi forse di cosa stessi facendo con la macchina fotografica.

18/11/2009

Hounenn in

mon.jpg

Giornata nuvolosa e fredda ma meno di ieri. Meno male che non è piovuto e tra le nuvole grosse e grigie si è intrvisto il cielo azzurro.

Dopo essere passato per l’università a prendere in prestito due libri, sono passato per il tempioHounenn in per fare alcune fotografie. Si trova vicino a Ghinkakuji, il tempio d’argento, e sapevo che ci sarebbero stati molti turisti ma mi interessava il colore delle foglie degli alberi così non avrei creato disturbo. Appena arrivato ho visto un gruppo di forse trenta turisti che andavano e venivano dal tempio, o meglio che ci giravano intorno, si fermavano per alcune foto e poi uscivano. sukima.jpgCronometrando ci sarano state si o no tre minuti. Tutto molto veloce e pratica. Peccato perché la luce a tratti era ottima anche se le foglie degli alberi erano ancora verdi. Tutti però sembravano contenti di essere venuti e aver messo piede in questo tempio.

Vicino scorre un fiume e sulla riva c’è la strada detta “ della filosofia “ con tanti negozi e persone che passeggiano. Non mancano le solite madri in bicicletta con il figlio o la figlia nel sedile posteriore che spesso dorme arrotolato nella propria coperta che tiene caldo. In Giappone si dice “ i figli o bambini del vento ” tanto i bambini sono energici e corrono a dispetto del freddo o del caldo.

Il vento era freddfotografi.jpgo così le jinrikisha, le carrozze spinte dai ragazzi muscolosi, erano in fila ad aspettare i clienti come lo erano i tassì dall’altra parte della strada, ma con i tassisti dal pancione prorompente che se ne stavano fuori a discutere tra loro.

Intanto è accaduto un miracolo: ieri è arrivato un pacco ( che sono andato a prendere oggi perché sono stato via tutto il giorno ) mandatomi da mia madre con i regali di Natale. “ Te li mando un mese prima perché hashi.jpgci vorranno sicuramente almeno due settimane. Sono arrivati in quattro giorni!!!!

17/11/2009

Freddo

ikebana04.jpgQuesta mattina mi sono svegliato alle cinque e mezza e pioveva. Faceva freddo e quando sono uscito per prendere il sacco dell’immondizia da portar giù vedevo il fiato condensarsi in vapore. Da ora in poi le giornate diventeranno più fredde e forse più nostalgiche ma anche questo fa parte dell’autunno.

Oggi, nel pomeriggio sono stato al Nikon salon e ho fatto conoscenza con un fotografo di circa ottant’anni, a cui ne avrei dato settanta se no me l’avesse detto. Fa parte di un gruppo di fotografi amatoriali del kansai e la mostra aveva anche come tema l’ambiente. La sua foto rappresentava uno specchio d’acqua, forse la riva di un ikebana15.jpgfiume o uno stagno con i petali di ciliegio sparsi e sotto, un po’ trasparente la sagoma di un motorino forse fatto cadere apposta. La più eloquente quella di un primo piano di una lampadina rotta dal vetro grigio forse di cenere e come sfondo delle dune con molti rifiuti e sulle quali stavano i piloni per i generatori di energia eolica. È proprio vero che il tema aiuta a focalizzare la propria attenzione e a ikebana13.jpgcreare fotografie molto belle. Questo signore mi ha anche rivelato un suo “ segreto “, cioè quello di pensare prima al titolo della fotografia, di cercare le parole e poi di uscire di casa per andare a prendere la foto. Consiglio preziosissimo.

Ma più di tutto, continua a sorprendermi, anche se dovrei esserne abituato, la vitalità di queste persone, sorridenti, allegre, in pace ( almeno da come parlano ) con se stessi ma con la voglia o questa necessità che sembra innata, di uscire di casa e di fare fotografie. Sembrano giovani, anche da come vestono e soprattutto hanno molto da raccontare se solo di usano le parole giuste e forse il sorriso giusto.

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