Gagaku

 

Avevo capito male, non si trattava di bunraku ma di gagaku, musica e danze antiche del periodo Edo tramandate dalla Cina e da Vietnam. La musica era abbastanza monotona e se non mi fossi contentrato sui loro movimenti e sul significato avrei certamente preso il sonno. Eppure ogni danza ha un significato come quella rock nata quasi sicuramente nelle fabbriche in Gran Bretagna durante la rivoluzione industriale. Mentre ero intento ad ascoltare e ad analizzare ho visto davanti a me una signora che conoscevo ma non mi ricordavo bene dove, poi mi sono ricordato che era una delle prime studentesse di italiano, di circa diciotto anni fa. Diciotto anni sono molti e in questi casi non sono mai sicuro se sia la persona giusta così l’ho fermata e anche lei mi ha riconosciuto. Saranno stati più di quindici anni. Impara ancora l’italiano. È stato un brevissimo incontro ma che ha riportato alla mente vecchi ricordi e odori, come fosse stato un grido dal passato. È dovuta uscire prima ma spero di poterla rivedere presto. Mentre parlavo i due signori che mi accompagnavano, un pittore e un ex gallerista di ottantadue anni ormai in pensione, commentavano su quanto la mia amica fosse brava in italiano.

È stato proprio questo pittore di Osaka che mi ha invitato a questa rappresentazione. Appena mi ha visto mi ha detto: “Questa volta ho fatto un quadro diverso dai soliti, lo devi vedere …” mi ha anche spiegato la tecnica ma un quadro così lo si deve vedere per capire. Fa pochi quadri all’anno e grazie al suo agente riesce a venderli tutti.

È stata una giornata un po’ leggera, o meglio passata lentamente. Durante la mattina sono stato alla mostra su Man Ray, artista che da solo si compara a Leonardo da Vinci (ho le mie riserve), è stato uno dei membri principali del Dadaismo e poi del Surrealismo. Molte le foto ma anche i quadri. Lui si considerava un pittore ma è ricordato per le sue fotografie forse perché aveva aperto un suo studio fotografico a Parigi per avere di cui guadagnare. Osservando le sue opere era facile capire quanto fosse una persona instancabile e prolifica di opere, una vortice emotivo. Proprio ieri mi è arrivata la sua autobiografia che non ho fatto in tempo a leggere e già avevo capito quanto fosse stato inventivo e appassionato di pittura. Un’altra persona da mettere nel cassetto delle esperienze.

Scrivendo di esperienze, oggi nel tassì diretto verso il teatro, ho parlato con il tassista che dop avermi regalato due caramelle per il mal di gola (in questi giorni il raffreddore fa furore) mi ha parlato della sua passione per le automobili e in particolare per la Ferrari e la Benz. Da giovane, quando se lo poteva permettere, ha comprato una Ferrari e anche una Benz: “Ho guidato quasi tutte le automobili più care. Le Ferrari, comprata a circa trenta milioni di yen ancora venticinque anni fa, era una macchina fantastica bastava premere un po’ l’accelleratore che aveva già fatto cento metri. Una volta ho corso a circa duecenti cinquanta chilometri l’ora sull’autostrada di notte, è stata un’esperienza fantastica. Però la Benz è la mia preferita, aveva il voltante grande e il pedale del freno così grande che si poteva schiacciare con entrambi i piedi …”. Adesso fa il tassista e una volta a casa non vuole pensare a guidare, non gli do torto. Ovviamente queste storie le prendo sempre con le pinze ma dalle storie sulla bolla economica che mia moglie mi raccontava non è difficile credere: chi aveva anche un minimo di terra poteva ricevere quasi subito un prestito dalla banca, e non piccolo. E dire che quando sono arrivato in Giappone la bolla economica era appena scoppiata …

 

Gagakuultima modifica: 2010-11-07T13:49:07+00:00da fabiokyotese
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento