Boonenkai

 

kaimono.jpgIeri sera, dopo circa dodici anni, sono riuscito a incontrare un’amica giapponese ex studentessa che vive in Italia e fa la guida turistica. Ci siamo trovati in un okonomiyaki ya verso le sette di sera e tra dell’insalata alla Cesare, moyashi piccanti al peperonciono, gamberi e funghi soffritti con mayonese (orrore!!!!) e ovviamente okonomiyaki e yakisoba, abbiamo cercato di riprendere questi dodici anni.

Tra i “Ma lo sai che non sei cambiato per niente?” e i “Spesso ho mal di spalle e anche di schiena” ho fatto laakari.jpgconoscenza di due persone, entrambi facenti parti della cerchia di coloro che sono andati in Italia a studiare per alcuni anni. Tutti simpaticissimi e un po’ stanchi perché questi sono i giorni più intensi dell’anno tra chiusure di conti, boonenkai e progetti per il prossimo anno.

È stata una serata che mi ha dato modo di vedere come gli amici invecchiano, o meglio maturano, come la loro vita si sia evoluta e come si siano sistemati in una maniera onell’altra nella società. La passione per l’Italia resta ancora alta ma per alcuni di loro la lingua è più un

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ricordo che uno strumento quotidiano. Riscoprire queste relazioni, che in giapponese viene detto “kizuna”, può dare una sensazione di sicurezza, stabilità e anche un po’ di coraggio per andare avanti nonostante guerre, tifoni, sensi di colpa, lontananze dalla persona amata, la paura per il futuro, la tv e i giornali e altro ancora.

Prima di questo boonenkai ero andato in giro per la zona per assaggiare le luci e le ombre della sera. Ho notato tanti piccoli mondi che giravano a coppie o in famiglia, ognuno con un suo pensiero che si manifestava nei modi di camminare e di vestire, di parlare e di sorridere. Alcuni gruppi di giovani forse studenti universitari che si davano appuntamento per il loro bounenkai.

Una serata normale di Kyoto negli ultimi giorni dell’anno.

 

Boonenkaiultima modifica: 2010-12-29T12:42:00+00:00da fabiokyotese
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