13 anni

Oggi 17 gennaio e` il giorno in cui 13 anni fa accadde il grandissimo terremoto ( chiamato Kansai dai shin sai) che rase al suolo una gran parte di Kobe e uccise piu` di 6 mila persone. Allora il sisma a Kobe fu` di magnitudine 8 a Kyoto del 5.5 poco prima delle 6 del mattino.

Elena aveva circa 8 mesi e dormiva pacifica e beata nel proprio lettino quando avvertimmo la prima scossa. Io e mia moglie ci svegliammo di soprassalto perche` era stato molto piu` forte di quelli che occorrono di solito. A Kyoto ci sono dei terremoti del terzo grado circa 5-6 volte all’anno.

Dopo la prima leggera scossa vidi letteralmente le pareti delle stanza ballare come se fossero scosse dal di fuori da una grande mano invisibile. Sembrava non finire mai. Non riuscivo a muovermi, potevo soltanto guardare il mondo che tremava intorno a me. Appena la scossa più forte terminò accendemmo subito la tv ma le notizie erano molto confuse. Non sapevamo dove fosse l’epicentro. Un po’ alla volta capimmo che Kobe era la città più devastata. Si potevano vedere incendi, ponti dell’autostrada spacatti nel mezzo, automobili in bilico tra l’asfalto e il nulla. Persone che correvano da una parte all’altra e cercavano di raggiungere la propria automobile. Tutte le strade percorribili erano intasate e i telefonini non funzionavano perché tutti cercavano di telefonare per chiedere aiuto o per accertarsi dell’incolumità dei partenti o amici.

Le settimane dopo furono quelle più pesanti perché quasi tutte le riviste pubblicarono dei racconti delle persone e tra questi molto bambini che avevano visto i propri genitori bruciare vivi senza poter far nulla. Sentire la lamento di persone intrappolate sotto le macerie…

Ho un amico italiano che abitava a Kobe e lui mi descrisse qualche momento delle giornate di volontariato che fece. Non se le potrà dimenticare per tutta la vita.

Però i giapponesi sono forti. L’anno seguente al grande terremoto organizzarono una “Luminarie”. Fecero chiamare degli esperti di illuminazione dall’Italia e addobbarono con delle luci, come si fa con gli alberi di Natale, l’arcata del centro della città per “illuminare” il morale dei cittadini ma soprattutto dei bambini che avevano patito più di tutti. Questa “luminarie” viene organizzata ogni anno nel periodo di Natale e i turisti arrivano da ogni parte del Giappone per ammirare l’arcata illuminata (il disegno ogni anno è diverso).Hanno costruito anche un aeroporto per aumentare il traffico commerciale, anche se molti cittadini erano contrari.

In dicembre ci sono stato per pranzare in un ristorante italiano con un amico. È una città piena di energia. Negozi, ristoranti, grandi magazzini affollati specialmente di ragazze giovani. È una città che ha ritrovato l’energia del passato. La porta aperta verso l’occidente, l’unica che poteva avere scambi culturali e commerciali con le navi europee nel periodo dell’isolazione volontaria del paese.

Stanno guardando in avanti ma con un occhio al passato.

13 anniultima modifica: 2008-01-17T14:52:03+01:00da fabiokyotese
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