Dagashiya

d4b02bcb09b59bd058102bbe5b11f4f2.jpgNe sono rimasti pochi ma stanno ritornando popolare specialmente tra le ragazze. Sono i dagashiya. Negozi pieni di dolci, giocattoli “analogici” come le carte, le maschere, l’aquilone e soprattutto caramelle, cioccolatini che ricrdano gli anni ‘50 e ’60.

All’entrata c’è un vassoio di plastica con il bordo alto e da lì inizia l’avventura. Lo spazio tra gli scafali è molto stretto e ci passa si e no una persona. Quando ci sono 5-6 persone nel negozio è già affollato. Dovunque ci si giri si trovano le caramelle e i cioccolatini sfusi. ec1168da3c6f4949c4c794e170229ba5.jpgEsplosione di colore. Rosso intenso, rosa, celeste, blue, verde chiarissimo vicino a un arancione pesante. Un abbinamento di colori forse inesistete in natura ma che qui siedono uno accantoo all’altro facendosi compagnia e solleticando la curiosità. Che cosa c’è nelle cassette? Si apre e si mette la mano per rivoltare tutto. È divertente e assuefante.”Non rivoltare tutto, Fabio!!! Lascia così com’è. Prendi quello che ti serve e basta!” è la voce che mi viene in mente ma qui nessuno me lo dice. Sono libero e ne approfitto come un bambino. La bellezza della libertà e del contrasto di saper di fare ciò che non si dovrebbe. Che bello!!! 7e841f6852ffcbaeb96da2794ef030bf.jpgDopo soli tre minuti mi accorgo che ormai il vassoio di plastica è già pieno. “Basta così. Ci ritornerò sicuramente”. Vado alla cassa e il dagashiya san conta i ciococlatini, le caramelle a una a una e fa le addizioni come un bambino, a voce alta, ma molto velocemente. Se proprio son tante usa il soroban, ma per la maggior parte delle volte basta la voce. “990 yen desu” sono le parole del dagashiya san. “Incredibile! Soltanto 990 yen con tutto quello che ho scelto.”

A Elena piace molto e sotto sotto anche a me. Ci andiamo una volta ogni due mesi, quando abbiamo l’occasione di passarci.

Dagashiyaultima modifica: 2008-02-24T06:22:16+01:00da fabiokyotese
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