Le voci

2014613058.jpgIeri sono passato per la scuola di giapponese dove avevo studiato ancora quindi anni fa. Non era cambiato quasi nulla, a parte un pc in un angolino e degli scaffali pieni zeppi di libri. Per alcuni attimi mi è sembrato di essere tornato giovane.

A quei tempi, quando non riuscivo a capire quasi nulla di quello che dicevano le persone intorno a me, ero attirato dalle voci che le macchine emettevano ma che non riuscivo ad intentede. Per esempio negli ascensori, negli autobus, per le scale mobili e anche ai semafori.

Negli ascensori si possono sentire le seguenti voci:

omataseshimashita ( “mi” dispiace per avervi fatto aspettare )

botan o oshite kudasai ( si prega di premere un bottone )

Ai bancomat se non vai da schermata a schermata velocemente c’è una vocetta che ti dice:

torihiki no botan o oshite kudasai ( premete il bottone per l’operazione da effettuare )

yoroshikereba kakunin no botan o oshite kudasai ( se va bene premete il bottone di controllo )

kingaku no kinyuu o shite kudasi ( premete o scrivete l’importo per favore )

Negli autobus:

seiriken o totte kudasai ( prendete il biglietto all’entrata )

kikenbutsu o mochikomanaide kudasai ( non portate dentro nulla di pericoloso )

kikenbutsu o mitsuketara, kakari in ni oshirase kudasai ( se trovate qualche oggetto pericoloso si prega di farlo sapere all’addetto )

tsughi tomarimasu ( ci fermiamo alla prossima fermata )

Ai semafori, oltre alla musichetta per i pedoni c’è anche la voce:

moo sugu aka ni kawarimasu ( fra poco il semaforo cambierà in rosso )

questo però solo in centro.

Per le scale mobili:

hashiranaide kudasai ( si prega di non correre )

Ai binari della metropolitana o dei treni:

doa ga shimarimasu ( la porta si chiude )

tokkyuu wa hachi ryoo de mairimasu ( il rapido arriva in otto carrozze )

All’inizio sbagliavo “ryoo” (carrozza) con “byoo” ( secondi, tempo ) e ammiravo la precisione delle linee ferroviarie, ma poi mi sorse un dubbio e provai a cronometrare l’arrivo. Non erano otto secondi. Chi stava sbagliando? Io naturalmente. Solo dopo capii che si trattava delle carrozze.

Fui molto felice quando riuscii a capire che cosa dicevano alla stazione della metropolitana mentre aspettavo il treno. Erano passati circa sei mesi dal mio arrivo in Giappone.

A volte però sento la nostalgia del marinaio dei vaporetti a Venezia che aprendo il cancello con un gran fracasso, con voce profonda da mezzo baritono dice: “ San Marco!!! San Marco!!! Fate attenzione allo scalino!!!”. Almeno è più “umana”, gentile, amichevole e soprattutto viva delle voci meccaniche che mi circondano.

Le vociultima modifica: 2008-09-23T07:27:00+02:00da fabiokyotese
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