Shichi go san ( sette cinque tre )

shichi3.jpgOggi in molti templi e santuari in tutto il Giappone si sono viste sicuramente molte famiglie portare i propri figli e figlie per ricevere la protezione della loro crescita dagli dei.

Mi ricordo quando Elena aveva meno di tre anni e mia moglie mi disse : “Dobbiamo portare Elena al santuario per pregare gli dei per il suo futuro. Si deve vestire in kimono”. Caddi dalle nuvole e cercai una spiegazione ma il tutto fu molto veloce. Alla mattina di un sabato di novembre, ancora undici anni fa, andammo a noleggiare il kimono per Elena. Al negozio la situazione fu più o meno la seguente: mia figlia, incuriosita e impaurita allo stesso tempo, che faceva il manichino perché anche lei non capiva cosa stava shichi4.jpgsuccedento; mia suocera che brontolava per il colore del kimono e cercava di mettere il rossetto a mia figlia; mia moglie che brontolava perché mia suocera brontolava; io assistevo tranquillo tranquillo, cercavo di sorriedere il più possibile e di intromettermi il meno possibile.

Verso le dieci prendemmo il tassì per il santuario Heian Jinguu dove assistemmo shichi6.jpga una cerimonia con altre famiglie. Camminare con gheta, per Elena deve essere stato molto difficile tanto che voleva sempre essere presa in braccio. Era bellissima ( n giapponese si dice “Oya baka”, significa genitore “stupido” con significato benevolo ) e carinissima. Faceva un figurone. Dopo andammo a resituire il kimono perché Elena non ne poteva più e andammo a mangiare al ristorante per festeggiare l’occasione.

Oggi a mezzogiorno sono passato per Heian Jinguu per vedere e fotografare i bambini e le bambine in kimono, ma anche per shichi5.jpgricordare i tempi passati. A differenza di quattordici anni fa, questa volta tutti avevano le dejikame e cercavano in tutti i modi di far sorridere i figli e le figlie. I padri vestiti da cerimonia, in giacca a crevatta, tesi e sudanti che correvano dietro ai figli; le mogli in kimono che tenevano per mano le figlie e alcuni nonni incaricati alla sessione fotografica. Un grande festa per tutti, turisti compresi.

Controllando wikipedia, sembra che questa festa sia nata in novembre, mese della raccolta, nel quale venivano ringraziati gli dei per il buon e abbondante raccolto e per la crescita dei bambini. Potrebbe assomigliare alla prima comunione italiana, ma più appariscente.

Shichi go san ( sette cinque tre )ultima modifica: 2008-11-15T14:51:22+01:00da fabiokyotese
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