Touzan mishoryuu

cuore in fuoco.jpgÈ stata la terza mostra di ikebana in meno di un mese. Ospitata nel tempio Honnouji, le opere e l’ambiente si stimolavano a vicenda. Forse la più appariscente è stata l’opera dal titolo: “ Cuore di fuoco “, rossa in un vaso nero chiaro faceva salire involontariamente le emozioni più recondite al solo guardarla.

Appena entrato, mi sono tolto le scarpe che prontamente una signora ha preso e messo sul portascarpe vicino all’entrata consegnandomi un biglietto con un numero. Mi sarebbe servito all’uscita per riavere le scarpe.

Dopo aver messo il mio nome in katakana con il pennello ( è sempre difficile usarlo ), sono salito al secondo piano dove si trovavano solo sei opere. Queste, forse, avevano il compito di stimolare i visitatori per le opere vitalita.jpgsuccessive, fatto che è riuscito molto bene perché quando sono sceso al primo piano, nella stanza più grande con moltissime opere in mostra, avevo le idee un po’ chiare sullo stile di questa setta di ikebana ( nella testa ho ancora tutto molto confuso e lo arà per forse molto tempo ). Le composizioni in fiori contrastavano con quelle in rami e tronchi d’albero. Più gentili e forse leggere le prime, più ferme in se stesse ma energiche le seconde.

Al piano terra c’erano il resto delle opere, quasi tutte dei maestri più importanti, per me ancora incomprensibili. Nella sala accanto era stato improvvisato un ochaseki dove mi hanno fatto accomodare. Seduto sul tatami, una maestra vestita in kimono viola, confine.jpgsorridente, mi ha portato un dolcetto e subito dopo il maccha. Ho mangiato e bevuto tutto con calma e poi mi sono messo a scrivere alcuni appunti sul quaderno. Mentre scrivevo, inaspettatamente mi hanno portato un’altro maccha. Per me già uno era molto forte, due mi avrebbero fatto sicuramente male allo stomaco. Infatti, dopo avrlo bevuto, e tornato a casa ho bevuto quanta più acqua possibile per alleviare il tutto. Forse sono state troppo ospitali oppure non dovevo stare lì fermo a scrivere.

Questa è stata la prima volta in cui mi hano offerto il te con il dolce, una bella sorpresa di ospitalità ( “omotenashi”, in giapponese ) che si poteva percepire anche dalle opere stesse.

Ci sono stato due volte in due giorni e la seconda alcune kadooka ( maestre di ikebana ) mi hanno sorriso e ringraziato per esserci andato ancora.

Buona domenica.

Touzan mishoryuuultima modifica: 2008-11-16T10:12:00+01:00da fabiokyotese
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