885

猪神社2.jpgIl vento si è fatto più freddo, quasi pungente. Speriamo che questo tempo non duri più di qualche giorno, ma si sà, l’autunno e una stagione capricciosa: cielo terso un’ora, cielo nuvoloso con raffiche di vento gelido un’altra. Tutti si sono già preparati e le prime sciarpe e guanti fanno mostra di se sui colli e sulle mani dei giovani in bicicletta.

 Ormai il martedì è diventato il giorno della fotografia, o meglio delle mostre fotografiche.

La prima:“Never give-up”, di tre fotografi giapponesi della formula uno. Ogni anno girano per trenta paesi con le squadre e i piloti, facendo foto e ascoltando i racconti dei piloti. La mostra di oggi era incentrata sul pilota giapponese Sato Takuma. Mi hanno colpito le spiegazioni che accompagnavano ogni fotografia e le sue due esperienze avvenute durante la sua presenza nella formula uno. “Never give-up” è stato, ed è attualmente, il suo motto per andare avanti contro le avversità che gli si presentano davanti come mura imponenti e inespugnabili. La sua prima esperienza nella formula uno dopo aver vinto il campionato delle formula tre in Inghilterra. Un mondo diverso, più duro e pericoloso, che richiede molta più concentrazione e una fortissima volontà di andare avanti e in alto. I momenti nei quali si pensava potesse vincere, come quando era terzo in gara e mancavano pochi giri alla fine. Avrebbe potuto accontentarsi del terzo posto ma la sua filosofia non glielo ha permesso. “Andare più in alto, mai fermarsi!”. Ha voluto ingaggiare in battaglia il secondo pilota in gara ma gli è andata male e sono finiti entrambi fuori pista. Nonostante tutto ciò non si è mai pentito. “Che significato ha “accontentarsi” quando si sà che si può andare più in alto?”.Spirito di samurai.

Tutto questo, con le fotografie giganti e la luce leggermente soffusa, mi hanno fatto ricordare il campione Ayrton Senna, uno dei più grandi della formula uno e morto troppo giovane. Ho dei ricordi molto forti, anzi fortissimi perché piaceva moltissimo a mia moglie ed è stata proprio lei a farmi entrare nel mondo della formula uno e a coinvolgermi nelle passioni e nelle curiosità di questo mondo. Spesso guardavamo le gare di notte a causa del fuso orario; gridavamo di gioia e a volte ci arrabbiavamo quando i nostri piloti preferiti andavano fuori pista o si urtavamo a vicenda finendo la gara troppo presto. La gioia di mia moglie, quando ha ricevuto una cartolina firmata da Senna grazie a una ragazza, flight attendant e appassionata di formula uno,la quale proprio in Italia era riuscita ad avvicinare il campione e a farsi fare l’autografo. Momenti troppo belli.

Tanti, troppi ricordi per rimanere obbiettivo e poter descrivere la mostra così com’era. Infatti la seconda, tenutasi al Nikon salon, a tema ambientale, proprio non mi è rimasta impressa per niente in testa. Succede.

 

Tornando al mondo reale ( che sia tutto un sogno?), il titolo 885 è stato il punteggio che ho ottenuto all’esame di Toeic dato circa un mese fa. Pensavo di poter superare i 900; questo mi ha insegnato che è meglio prepararsi almeno un po’ prima di dare un esame.

Un po’ “mottainai”. Sarà per la prossima volta.

 

La fotografia non c’entra niente con il post ma, quando sono tornato a casa ho sentito come una voce abbastanza impellente che mi spingeva ad andare a Goou jinja, conosciuto anche come il santuario dei cinghiali. Non sò perché, ma ci sono andato. Non è successo nulla di speciale ne di strano. Chissà che cosa sarà stato.

 

885ultima modifica: 2008-11-18T14:07:00+01:00da fabiokyotese
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