La pensione, la sanità e un sorriso

kobekouyou.jpgCome ogni fine mese, anche oggi sono andato all’ufficio postale per pagare le tasse mensili della pensione e della sanità. Entrambi crescono di anno in anno sebbene non mi ammali e l’età pensionabile sia ancora lontana. Sono entrato, ho estratto dal distributore automatico di biglietti il numero 219 e mi sono seduto aspettando la chiamata della gentile impiegata.

Questo rituale di fine mese mi fa ricordare quanto sia importante la sanità e la salute. Quando a mia moglie fù diagnosticato un tumore al pancreas, tutto mi cadde addosso. Ma fù solo l’inizio. Sapevo che in Giappone si doveva pagare il trenta percento della spesa sanitaria, ma quando l’ospedale mi presentò il conto del mese in cui mia moglie subì l’operazione non potevo credere ai miei occhi e non potevo neanche rifiutare, visto che con quell’operazione le avevano salvato la vita. Il conto era di un milione e ottocento mila yen ( circa quindici mila euro di adesso ). La degenza in ospedale durò per circa tre mesi e anche dopo le cure continuarono. Riuscii a trovare un sistema assicurativo speciale che il Giappone ha istituito e che permette di poter ricevere l’ottanta percento delle spese sanitarie quankouyou2.jpgdo sono molto alte. Insomma, un casino, e non feci bancarotta, ma per poco.

L’assicurazione sanitaria è indispensabile. Su questo non ci piove. Ma più di tutto, mi sono accorto che si dovrebbe esercitare il corpo, mantenerlo in forma e svilupparlo sì da stare sempre in salute. In fondo, che senso ha ammalarsi quando si sa che viviamo in un mondo bellissimo ma anche con i suoi grandi e piccoli problemi?

Poi ho scoperto che questo “stare in salute” viene interpretato in modo diverso a seconda delle esperienze che una persona ha avuto nella propria vita. A volte chiedo ai miei amici: “ Ma non trovi strano che il virus dell’influenza colpisca sotto le feste natalizie e un po’ dopo, ma quando andiamo a lavorare pochissimi ce l’hanno? Non è che sia tutta la “spazzatura” ( perdonatemi il termine ) che gli buttiamo dentro?”. ( Quando faccio queste domande insensate la reazione principale è :” Fabio, tu sei strano. )

Pensieri cupi che mi gironzolavano per la testa quando è venuto il mio turno allo sportello. Ho compilato i documenti e l’impiegata, fatto insolito, mi ha detto che parlo bene italiano e mi ha chiesto di dove fossi. Quando le ho risposto che sono italiano il viso le si è illuminato di una gioia interna.

“ Studio l’italiano e mi piace l’Italia”.

“ Dove lo studi?”

“ Da un insegnante privato”

“ Se mai stata in Italia?”

“ Due volte, Amalfi, Positano …”

( il tutto in italiano !!! )

tiramisu.jpgpoi ha dovuto continuare a lavorare, ma la si poteva vedere gioiosa e felice. Che bello!!

Che questo incontro sia stata una conincidenza? Forse no, ma sicuramente mi ha dato una piccola pinta emotiva per andare avanti e tornare a casa più sorridente del solito. Infatti quando sono uscito avevo un sorriso così chiaro e nitido che ogni passante si metteva a sorridere a sua volta. Il sorriso è contagioso …

P.S. i cafè del centro fanno di tutto per attirare i clienti. Il sostantivo “tiramisu” ormai, forse, fa parte della lingua giapponese.

 

 

La pensione, la sanità e un sorrisoultima modifica: 2008-11-25T10:51:12+01:00da fabiokyotese
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7 pensieri su “La pensione, la sanità e un sorriso

  1. Caro Antonio

    grazie per il commento.
    Secondo me il corpo e` molto piu` forte di quanto si pensi. Abbiamo una grande eredita` che la natura ci ha lasciato, possiamo usarlo e cercarne i limiti, che forse non esistono.

    Cara Giorgia

    Mata ne

    significa

    a presto

    Mata ne!!!!

  2. E’ vero, sono d’accordo con te.
    Ho sempre praticato arti marziali giapponesi e mi piace studiare i limiti e cercare di avvicinarmici controllando le reazioni. E’ uno studio anche quello….
    A presto e ancora complimenti per il tuo blog!
    Antonio

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