Amélie Nothomb

conigli.jpgIl libro “ Fear and trembling ”mi è arrivato circa tre giorni fa e l’ho letto d’un fiato. Non perché fosse bello, anzi era terrorizzante specialmente perché capivo quello che lei aveva passato in Giappone. La sua prosa è riuscita a farmi vivere, o forse rivivere, i momenti che lei ha passato, con tale e tanta intensità da coinvolgermi emotivamente. Sono rimasto tra le sue parole per tre giorni.

Vivendo in Giappone e avendo ascoltato storie simili l’impatto è stato forte. Mi ha aiutato e vedere la società in cui vivo da un nuovo punto di vista ma le tradizioni o abitudini che lei descrive sono reali forse anche adesso, anche se il mondo delle grandi società giapponesi, almeno in superficie, sembra essere cambiato.

roji4.jpgLa parte più coinvolgente, di cui ho avuto anch’io l’esperienza diretta e anche un po’ traumatica, è stata quella nella quale il vicedirettore le offre un cioccolatino e lei lo rifiuta non sapendo che questo rifiuto è inimmaginabile, scortese e offensivo. L’ho fatto anch’io in passato e non me la sono vista bene, sono stato “costretto” a mangiare quello che non volevo ma a un certo punto l’ho presa con filosofia:” l’esperienza di mangiare qualcosa che non voglio mangiare è sempre un’esperienza”. In giapponese c’è un modo di dire “ kuwazu girai” e significa “ odiare una cosa senza averla mangiata”. “ Prova! E solo dopo potrai dire veramente se la odi o meno”. Quindi: “ Non rimanere dentro il tuo stagno, prova perché fuori sicuramente ci saranno tesori da raccogliere a piene mani.” Forse è questo l’insegnamento che si può trarre da questa esperienza. Non solo per il cibo ovviamente Tutto questo da un cioccolatino? Meditiamoci sopra..

maiko1.jpgMentre leggevo questo libro le piccole esperienze della mia vita sono continuate a riempire il mio bagaglio. Le lezioni all’università sono finite; ho comprato un videogioco a Elena; ho incontrato un ragazzo italiano assunto in un negozio di un amico giapponese e andremo a mangiare qualcosa insieme la prossima settimana; ho fatto ancora le foto ai susini realizzando ormai la mia assuefazione ad essi; ho chicchierato con la signora della cartoleria vicino a casa mia, le ho chiesto dove si trovasse un buon “wagashi ya san” ( un negozio di dolci giapponesi ) e lei con il marito hanno espresso tutta la loro conoscenza in fatto di wagashi ya san e di omanju, abbiamo chiacchierato per una trentina di minuti e ho portato a casa due fogli da disegno, lo scopo principale della mia visita, e una roji5.jpgconoscenza più profonda della zona in cui vivo. E ancora, la mostra fotografica dove si vedono le scuole e i bambini di Kyoto di circa cinquant’anni fa: le buone maniere e la disciplina sono sempre state imperanti e forse lo saranno ancora in futuro ma mi sa che con questa crisi “ economica “qualcosa cambierà; mia suocera preoccupata perché non sapeva se pagavo la pensione o no:” anche se piccola in futuro ti tornerà sicuramente utile!”, parole sante.

Domani pioverà! Peccato perché proprio domani volevo andare in quella buona gelateria gestita da un italiano e magari mangiarmi un gianduiotto pieno di colesterolo, della panna, e di polifenoli, della gianduia o cioccolata che sia.

Ho finito di leggere il libro di Nothomb e intanto me ne sono arrivati quattro di altri argomenti. Ormai non ho più spazio dove metterli, forse affonderò in un mare di libri. E dire che avrei dovuto imparare a nuotare quando ero a Venezia, adesso come faccio?

Amélie Nothombultima modifica: 2009-01-29T13:23:52+01:00da fabiokyotese
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3 pensieri su “Amélie Nothomb

  1. ero certa che quel libro a te avrebbe detto molto di più di quello che ha detto a me…
    leggiiti anche “nè di eva nè di adamo”….è diverso, è la storia del suo “fidanzamento” con un ragazzo giapponese ed è uno di quei libri che mi hanno convinta a venire in giappone…
    si percepisce che lei quel paese lo ama davvero….

    dolci giapponesi, ganm gnam…

    e…sai che ho anche io le foto di quei coniglietti????
    che amori, ma a ceh servivano? io li trovavo solo carini!

  2. La via si chiama

    kiyamachi

    Ma non so che significato abbiano quei coniglietti. Proverò a chiedere.

    Quando si passa dopo mezzogiorno si possono incrociare delle maiko che vanno a lavorare. Sono sempre bellissime avvolte nei loro kimono …

    Ordinerò anche gli altri libri della Nothomb. Non vedo l’ora di leggerli.

    Grazie ancora per il suggerimento.

    Mata ne

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