Le interviste

panorama1.jpgAnche oggi sono andato alla mostra di ieri e questa volta al posto di fare solo delle foto ho cercato con un certo successo di intervistare gli studenti che gironzolavano e chiacchiaravano tra di loro.

Non avendolo mai fatto, avevo il cuore in gola, ero agitatissimo ( forse anche loro ) ma volevo saper che tipo di ragazzi e ragazze si trovavano dietro queste opere.

Durante queste interviste è accaduto che una signora di origine francese si sia avvicinata alla studentessa con la quale parlavo per farle delle domande pensando che lei, la studentessa, sapesse parlare inglese. Alla fine mi sono trovato a fare l’inteprete da quattro soldi perché conosco pochissimo di arte in inglese ( se è per quello anche in italiano ). Alla fine è andato tutto bene e la visitatrice francese se n’è andata sorridente.

Ho anche pescato un ragazzo del primo anno che andava in giro con un quadernino scrivendo le proprie impressioni delle opere che vedeva. Ho provato a fare alcune domande e lui non si è tirato indietro, anzi ha cercato di rospondermi e di chiarire i propri pensieri dando spunto alle mie domande.

panorama2.jpgCiò che ho trovato affascinante è stata la disponibilità di tutti gli studenti che ho intervistato; nessuno si è tirato indietro e insieme abbiamo cercato di creare dei minuti preziosi per entrambi.

Sono riuscito ad intervistare due ragazzi e due ragazze. Metto il tutto in altri post con le foto delle relative opere. Soltanto una non c’è, la andrò a prendere domani.

A differenza di ieri, oggi sono rimasto dentro per circa quattro ore ma sono riuscito ad intervistare soltanto quattro studenti. Un po’ è stata la mia forte titubanza iniziale e in parte perché dopo ogni intervista mi sono messo a scrivere ciò che mi ricordavo altrimenti avrei dimenticato tutto o quasi.

Il mio più grande rammarico di oggi è quello di non aver fatto le foto ai miei intervistati. Sbagliando s’impara ma questi errori lasciano un segno nel cuore.

Non avevo preparato in precedenza le domande quindi le interviste sono venute fuori così, come le potete leggere. Dalla prima molto timida, all’ultima più lunga e dettagliata. Sbagliando s’impara.

Le intervisteultima modifica: 2009-01-31T14:51:41+01:00da fabiokyotese
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Un pensiero su “Le interviste

  1. Ciao Fabio,
    Era da un po’ che non passavo dal tuo blog. Ho avuto molto da fare con l’esame finale dell’università e di conseguenza ho avuto poco tempo libero.

    Ho letto con curiosità questi tuoi interventi sulla mostra.
    Capisco benissimo la tua voglia di parlare con le persone e scoprire le loro opinioni ed esperienze. Ti capisco perché a volte vorrei tanto farlo anche io, ma ho ancora questo grande scoglio che è la lingua giapponese. Così, anche le tre parole scambiate per caso con la donnina alla posta sono preziosissime.

    Io è da poco che sono in Giappone, ma mi viene da pensare che valorizzino maggiormente le opere degli artisti emergenti, che siano essi fotografi o fumettisti. Anche a me piace disegnare, soprattutto fumetti, ma in Italia per farsi conoscere bisogna fare molta molta fatica (io e il mio gruppo di amici ci paghiamo le spese di stampa dei fumetti e li andiamo a vendere alle fiere, pagando anche gli spazi in affitto — ovviamente è tutto in rimessa, ma lo facciamo lo stesso con piacere)

    Non so, forse tu che vivi da molto tempo qui ti rendi meglio conto delle attività che vengono organizzate, però vedo cosa scrivi nel tuo blog che ce ne sono molte!

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