Terza intervista

hiroki1.jpg“Bar” di Ueda Hiroki ( fumettista )
L’ho trovato seduto mentre chiacchierava con un’amica. Volevo intervistare un ragazzo e lui è stata la scelta casuale che si è dimostrata sorprendente. Cappello a quadrattini rossi e gialli, due grandi orecchini e una barbetta che lo faceva più vecchio di quanto fosse ( ventidue anni )
D: Mi puoi mostrare le tue opere?
R: Sono queste. Come vedi il tema è il “bar”.
hiroki2.jpgD. Come sei arrivato a questo tema?
R: Ho lavorato in un bar in passato e ho cercato di esprimene ciò che avevo osservato allora. Venivano tantissimi tipi di persone, una più interessante, più divertente dell’altra.
D: Ci lavori ancora adesso?
hiroki3.jpgR: No. Ho smesso qualche mese fa.
D: Come hai cominciato la tua carriera di fumettista?
R: Sin da bambino mi piaceva disegnare dietro i pezzi di carta della pubblicità che mettono nei giornali. Poi, da li ho cominciato a disegnare ogni giorno. Andavo in giro e disegnavo ciò che mi capitava sotto gli occhi. Al parco, alla stazione, ai grandi magazzini, dovunque.
D: Qual è stato il posto che ti è rimasto impresso di più?
hiroki5.jpgR: Intendi visualmente?
D: Sì.
R: … la stazione. Ci stavo dalla mattina alla notte e facevo centinaia di disegni delle persone che passavano. Alla fine, controllando i disegni, mi sono accorto che la moda era diversa.
D: Cosa intedi per “la moda era diversa”?
R: In base all’orario i vestiti e le persone che passavano erano diversi. Alla sera e alla notte si vedevano hiroki6.jpgmoltissime persone con il piercing, introvabili di mattina e di pomeriggio.
D: Invece per la parte emotiva? Che cosa ti ha impresso maggiormente?
R: … di notte, in stazione ci sono molti senzatetto. Ho parlato spesso con loro e tra di loro c’erano anche presidenti di grosse industrie locali. Mi mostravano i portafogli pieni di soldi e mi dicevano che preferivano fare questa vita notturna piuttosto che hiroki7.jpgtornarsene a casa. Da allora ho imparato a non giudicare le persone da come si vestono.
D: Guardando indietro, pensi di essere cambiato durante questi quattro anni di università?
R: … sì, assolutamente. All’inizio ero timido e non parlavo con nessuno ma ho imparato a stare con le persone, anche con quelle che non conosco. Entrare in un gruppo di perfetti sconosciuti e cercare di farli hiroki8.jpgridere. Sì, questi quattro anni sono stati importanti.
D: Dopo l’università cosa hai intenzione di fare?
R: Non lo so ancora. Continuare a disegnare, certamente. Per il momento non ho nessun progetto. Comunque contribuisco spesso con i miei fumetti a delle rivisite.
D: In futuro hai intenzione di viaggiare all’estero? Magari per osservare il comportamento delle persone di altri paesi?
hiroki9.jpgR: Per il momento no. Il Giappone è una continua scoperta. Mi basta entrare in un vicolo per starci tutto il giorno …
D: Grazie per la tua pazienza.
R: è stato un piacere.

“Osservare le persone” è la sua abitudine che continuerà ad avere e ad espandere in hiroki10.jpgfuturo. L’ho trovato molto calmo, controllato e posato, mentre gli scrivevo un commento nel quaderno mi ha fatto delle domande per capire che tipo di “straniero” fossi.

 

 

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Terza intervistaultima modifica: 2009-01-31T14:46:00+01:00da fabiokyotese
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