Aiuto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

tulipano5.jpgLa cioccolata ha indondato la casa e ormai è straripata dal frigorifero dove Elena aveva messo quella ricevuta dalle amiche. I miei argini mentali si sono abbassati per alcuni secondi tanto da far entrare ben tre cioccolatini, tutti buonissimi, e un pezzo di dolce al cioccolato. Ormai il profumo della cioccolata e dello zucchero si rincorrono per tutta la casa e nel frigorifero le cipolle sanno di cacao. Il calvario durerà circa una settimana, spero finisca presto.
Che cosa posso fare? Intanto posso uscire di casa per camminare e smaltire tutte le calorie che ho preso e che prenderò in questi giorni. 
Così questa mattina sono andato ancora fino a Ninnaji. Arrivato nel boschetto mi sono accorto che un albero era stato tagliato, proprio uno di quelli che toccavo ad ogni mia visita per sentire la sensazione del legno e del eda3.jpgmuschio. Chiassà perché l’hanno fatto. Questa azione di toccare il tronco degli alberi spesso mi da la possibilità di rallentare il flusso dei pensieri, già di per sè non molto veloci, e di apprezzare il vento, il muschio, il cinguettio degli uccelli e di vedere i rami che si stendono al cielo.
Come seconda tappa della giornata sono andato a vedere una mostra di ikebana all’università Ikenoboo, per fare alcune foto. Fin’ora ho partecipato solo ad alcune mostre di Ikebana ma ci sto prendendo il guasto tanto da accorgermi di essere leggermente migliorato nella composizione delle fotografie.
Come terza tappa, sono andato a trovare un’amica che lavora ai grandi magazzini. È stata arte2.jpgtrasferita a Osaka e aiuterà il manager di un intero piano, il settimo per la precisione. Ero contentissimo perché è proprio una bella promozione, dopo quattordini anni spesi in un negozio era ancora ora, ma lei era atterita “ Fabio, non voglio andarmene da qui. Ci sono le mie amiche e non so cosa potrò fare a Osaka. Che mi abbiano spostato perché non hanno più isogno di me?” e altri commenti non proprio positivi. Aiutare il manager di un intero piano ed esserne la responsabile non mi sembra proprio una slittata verso il basso, anzi tutto il contrario. Le ho promesso arte3.jpgche andrò a trovarla. Spesso succede di aver paura dei grandi cambiamenti, dell’improvviso spostamento senza essere preparati psicologicamente ma questo spesso aiuta a uscire dagli schemi mentali e a maturare.
La quarta e ultima tappa è stata al museo per vedere la mostra delle opere deglistudenti dell’università delle belle arti di Kyoto. Era l’ultimo giorno dell’esposizione e non me n’ero accorto. Volevo intervistare qualche studente e solo due sono caduti nelle mie grinfie. Li ho fatti sudare ma anche ridere e pensare alle parole che dicevano. Un ragazzo e una ragazza del terzo anno, hanno composto delle opere ispirate a delle haiku; una di Matsuo Bashoo:
iku haru ya tori nakioono me wa namida 
arte1.jpg( la primavera che se ne va, gli ucelli e i pesci con le lacrime agli occhi )
Sembra essere stata composta il giorno prima di morire. A Bashoo sembrava che gli uccelli e i pesci fossero tristi per la sua imminente scomparsa.

l’altra di Taneda Santooka:
wakeittemo wakeittemo aoi yama
( proseguo ma ci sono solo montagne verdi )
Taneda aveva lasciato tutto, moglie e figli compresi, e aveva intrapreso un viaggio facendosi aiutare finanziariamente dagli amici. ( se qualcuno lo facesse adesso sarebbe visto come un peso per la società, un fannullone un parassita )

Parlando con la ragazza:
“ Abitavo in campagna, in una città dove non ci sono nemmeno i semafori per le strade. Volevo uscire e vedere il mondo perciò sono venuta a Kyoto. Vorrei andare in Spagna per vedere il cielo blu e mangiare degli ottimi piatti.” Le ho fatto notare che sono italiano e che anche in Italia si mangia bene. “ Ci voglio andare. Anche in quell’isola famosa per il vetro. Sai come si chiama?” …
Curiosissima e con tanta voglia di fare ma sembrava avere le mani legate dai suoi stessi concetti della vita tipo: “ Se non si lavora non si può mangiare. Prima viene il lavoro e poi l’arte”. Se l’avesse sentita mia madre avrebbe pianto dalla gioia.
Il ragazzo invece aveva le idee più chiare: “Andrò a lavorare alla Nintendo perché voglio partecipare alla produzione dei videogiochi. Anche queste sono opere artistiche che si completano soltanto quando la persona interagisce con il gioco”.
È stata una domenica con quindici gradi, cielo sereno e persone in giro per il centro e i musei. Una giornata normale.

Aiuto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!ultima modifica: 2009-02-15T14:35:00+01:00da fabiokyotese
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