Neve e musica

noren1.jpgIeri e due giorni fà la temperatura era sui diciannove-venti gradi e si poteva quasi uscire in maniche corte ma questa mattina con otto gradi e questa notte con quasi zero gradi, sembra che il tempo sia impazzito. Siamo ancora in inverno e la temperatura giusta dovrebbe essere questa ma che dire quando, proprio due giorni fa, a Shizuoka c’erano ventisei gradi?
Oggi il vento soffia e ulula, le nuvole in cielo corrono velocemente e il preludio della neve cade a intervalli per la città.
Il tempo cambia e si evolve. Parlando di evoluzione con un’amica, è saltato fuori il tema della musica e di quanto sia cambiato il modo di ascoltarla. Da giovane c’erano i dischi trentatre e quarantacinque giri e le cassette con i nastri che duravano anche due ore. Il braccetto automatico del giradischi sembrava una magia venuta dal futuro e l’attesa dell’inizio della canzone creava un’atmosfera di attesa che faceva palpitare il cuore. Spesso incrociavo le dita ma a volte dovevo ritornare al negozio per farmi cambiare il disco perché strisciato, purtroppo lo scoprivo ascoltandolo. La gioia di poter portare kiyamachi.jpgdelle cassette con le canzoni preferite ed ascoltarle con i primi enormi walkman era un fatto eccezionale, solo per pochi. Si vedevano questi giovani, me compreso, con le cuffiette in giro per la città ( in estate si sudava che era un piacere ma era il prezzo da pagare per l’alta tecnologia ) e gli anziani che mormoravano “ ma non è che diventeranno sordi? ”. Ci si faceva le copie delle cassette ma a furia di doppiare le doppiate spesso la qualità del suono era così scarsa da pentirsene; erano le prime copie pirata. Stavamo distruggendo involontariamente le case discografiche e impoverendo i cantanti. Il cielo si stava rabbuiando. Poi vennero i cd, a ruota i MD della Sony e infine i mp3, molto prima dell’i-pod. Da bobine pesanti anche mezzo chilo di Edison nella quali erano registrati si o no tre minuti di suoni, alla disintegrazione completa del supporto lasciando libera in cielo la musicaper la gioia dei pirati e le lacrime degli artisti e delle case discografiche. Youtebue ha superato la fantasia dei più, ormai.
Elena non ha mai visto un trentatre giri, come non ha mai visto la tv in bianco e nero e il telefono con la rotellina al posto dei pulsanti. Sentir parlare dei giradischi mi ha fatto tornare indietro di circa trent’anni. Ma i Pooh cantano ancora?

Neve e musicaultima modifica: 2009-02-16T13:57:12+01:00da fabiokyotese
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