Cinque anni

treno.jpgSono passati ormai cinque anni, sono tanti, sono pochi, so solo che sono passati velocemente, come l’acqua scorre velocemente sul letto del fiume. I ricordi si fanno sempre più lontani ma più nitidi e belli. A volte non voglio nemmeno ricordare perché il tutto è ancora troppo vicino nel tempo ma il lento rimarginare della ferita sta dando segno di progressi.

Oggi con Elena siamo andati fino ad Ayabe per pregare alla tomba della famiglia di mia moglie. tomba1.jpgL’abbiamo pulita, abbiamo messo i fiori, acceso l’incenso e le candele e pregato un po’ in silenzio e un po’ a voce alta. In lontananza si sentiva il rimbombo del tamburo della festa della città. Il cielo nuvoloso forse era proprio adatto all’umore mio e di Elena, non proprio allegro ma forse rilassato. Il tempo passa per tutti e ogni volta che vado ad Ayabe ritorno matsuri2.jpgper alcuni istanti nel passato, al funerale celebrato nel tempio, con il profumo impregnante dell’incenso e il freddo, il freddo che ghiacciava prima i piedi e poi le membra. Ricordare è ancora troppo penoso.

Per tirarci un po’ su siamo andati in giro per la festa tra le pochissime bancherelle e gli uomini, piantina.jpgmolti dei quali anziani, che portavano in giro omikoshi prima di tornare al tempio. I bambini sorridenti mangiavano i dolci mentre le mamme tenevano i pargoli in braccio e assistevano alla festa allegre. Siamo riusciti a trovare un takoyaki non buonissimo ma ha saziato ugualmente per un’oretta l’appetito mio e di Elena. Al ritorno a Kyoto eravamo entrambi un po’ stanchi e forse disorientati così siamo andati in un bar-cafè che piace molto a mia figlia e li abbiamo chiacchierato per un’oretta buona davanti a un te freddo alla pesca. Sotto, per la strada i passanti avvolti nella musica jazz del cafè.

Cinque anniultima modifica: 2009-10-18T13:47:55+02:00da fabiokyotese
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