Una giornata d’autunno

kouyou08.jpgCielo nuvoloso, la pioggia che batteva sull’asfalto si udiva fino al quarto piano, il fruscio delle gomme delle automobili sulla strada, le finestre fischiavano.

Quando sono uscito di casa non pioveva e l’aria ma l’aria era un po’ fredda di aria notturna. Verso mezzogiorno però il cielo si è improvvisamente aperto, le nuvole bianchissime come batuffoli di cotone sono apparse dietro quelle grigiastre più pesanti e il cielo azzurro terso rendeva l’aria più respirabile. In quel momento il sole ha ridato colore alle strade e ai visi delle persone, tutto ha ripreso vita e velocità.

In questo tipo di occasioni sono felice di avere la macchina fotografica nello zainetto, forse è la prima volta nella mia vita che sento l’autunno così intensamente, sarà l’età.

Tornato a casa e dopo aver pranzato con Elena, sono andato al giardino botanico in bicicletta. Salendo per la ike02.jpgstrada Horikawa le foglie gialle degli alberi che dividono la strada da nord a sud sembravano quasi fiamme al sole da tanto i giallo era intenso contro azzurro del cielo. Mi sono fermato per immortalare il tutto ma proprio in quel momento le nuvole hanno rubato la luce al panorama oscurando e togliendo vita alla scena. Ho aspettato. Intanto le persone passavano e mi guardavano mentre avevo in mano la macchina fotografica e aspettavo chissà chi o che cosa. Però il sole non è tornato più splendente come prima. Anche cinque o dieci minuti di tempo possono cambiare l’intensità della luce e la purezza dei colori. Ho comunque fotografato ciò che potevo e mi sono diretto al giardino botanico.

Le gradazioni dal verde al rosso con macchie di giallo su sfondo azzurro sono forse l’ultimo grido della natura prima del freddo inverno, proprio questa tensione si può vedere ma ike08.jpganche sentire e provare con tutti i sensi. Molte coppie passeggiavano sotto gli alberi o stavano sedute sul prato al sole a chiacchierare; tanti i fotografi del fine settimana in cerca del colpo giusto. La moglie a braccetto col marito, rarissimo per la strada ma che vedo spesso al giardino botanico; i bambini che correvano su e giù sudando; due amiche che giocavano con il frisbee saltando e ridendo. Troppo bello per essere vero.

“ Papà, ultimamente tu parli solo di fotografie e degli studenti che hai! Non ti sembra di esserti immerso un po’ troppo? Troppo in apnea! E io ne faccio le spese! “. MI ha rimproverato Elena. Per metà scherzava ma ha ragione. Come posso uscire da tutto ciò? Ne voglio poi uscire?

Per fare qualcosa di diverso, un amico mi ha portato a un ochakai ( cerimonia del te ), in questo caso si chiama “ robiraki “. Si fa nel periodo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre; il te preso in maggio e lasciato maturare, viene usato per la prima volta proprio in questi giorni. Ho ancora le idee confuse perché è stata la mia prima esperienza e bere il te maccha molto denso chiamato koicha, contiene molta caffeina, mi ha un po’ sconbussolato. Domani scriverò tutto con più calma.

Una giornata d’autunnoultima modifica: 2009-11-14T17:35:35+01:00da fabiokyotese
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