Manshuin

 

momiji01.jpgFinalmente dopo alcuni mesi sono riuscito a incontrare le ragazze della scuola superiore che mi salutano in italiano dicendomi “ buongiorno ! “. Una ragazza mi ha chiesto se andassi all’università Ritsumeikan, visto che mi stavo dirigendo proprio da quella parte. Ho risposto con alcuni “ no “ picoli piccoli in fila per tre in modo da non essere brusco, poi le ho salutate e ho continuato con il mio passo veloce verso Ninnaji. È bello essere riconosciuti anche se non ci si conosce. La curiosità nel frattempo cresce. Ma il mio obbiettivo di oggi era il Manshuin, una villa dove pensavo i colori dei momiji o aceri fossero splendidi, invece ho trovato moltissimi turisti.

 

Dovevo aspettarmelo, la fila di automobili e di tassì era interminabile. Molti arrivavano fino in cima, perché il posto si trova su un versante di una delle colline o montagne che circondano Kyoto, pochi camminavano forse perché la maggior parte di loro erano anziani. Alcuni fotografi-turisti, molte signore con la macchina fotografica tascabile e tutti felicissimi di essere arrivati li. Mentre me ne stavo fuori a fare alcune foto, una signora improvvisamente ha puntato gli occhi verso di me e mi momiji06.jpgha chiesto in inglese “ Can you speak english? “. Al momento sono rimasto sorpreso e forse intontito da tanto ero concentrato ad altro. Volevano sapere come avessi trovato il posto e come ci fossi arrivato. Quando le ho detto che uso la bici per spostarmi a Kyoto il marito ha fatto un gran sorriso di gioia e mi ha detto “ Gli americani non usano la bicicletta, a loro non piace muoversi “. Sono stati simpaticissimi ma ci siamo salutati quasi subito e ognuno per la sua strada. Li ho comunque incontrati ancora due volte e ogni volta la moglie mi ha detto “ ciao! “ con una buona pronuncia e il marito mi ha chiesto “ Ma la tua bicicletta non è che sia dotata di un motorino elettrico? “ ( sono molto popolari in Giappone ).

 

momiji18.jpgSorridente per l’incontro ma un po’ deluso per i colori del Manshuin, sono tornato al santuario dove avevo lasciato la bicicletta e sono rimasto ad ammirare le figlie degli aceri che continuavano a cambiare colore e che brillavano sotto il cielo azzurro. Mai visto spettacolo così bello. Il giallo e l’arancione si susseguivano in varie tonalità, il vento faceva ballare le foglie che riflettevano la luce in modo intermittente, più brillanti prima e più colorate dopo, il cielo azzurro di sfondo non cambiava ma acquistava un volto diverso ad ogni momento. Per me al momento è impossibile da descrivere meglio ma posso aggiungere che quei movimenti di luce arrivavano direttamente al cuore facendogli fare piccoli salti di gioia come se fosse stato punto infiniti raggi di luce tutti diversi. Ci sono rimasto per un’oretta ma poi avevo il collo che mi faceva male ed ero un po’ stanco dalla camminata della mattina così dopo aver usato due rullini ( ne ho usati due della kodak perché si dice che i colori siano molto più vividi che non quelli della fuji, vedremo alla fine del mese quando saranno pronti ) sono andato alla biblioteca dell’università per documentarmi su Caravaggio.

Un posto da visitare spesso in questa stagione.

 

P.S. Le fotografie le metto domani.

Manshuinultima modifica: 2009-11-26T15:36:00+01:00da fabiokyotese
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