Nitten

La temperatura si è abbassata di alcuni gradi in questi giorni e il vento freddo fa gelare la punta del naso quando si va in giro in bicicletta. Ormai l’autunno è un lontano ricordo.

Una volta all’anno a Tokyo e a Kyoto si apre la mostra di arte giapponese che comprende quadri, sculture, ceramiche, shodo, kimono e disegni su tessuto.


Appena entrato mi sono trovato in un salone con moltissime sculture allineate vicino alle pareti e altre in mezzo così da poterci girare intorno. Alcune sembravano vive, i lineamenti, gli occhi e la postura, se una si fosse mossa non ne sarei stato sorpreso. Una di queste, un uomo seduto con la gamba destra quasi distesa in avanti e l’altra raccolta sotto il gluteo, il braccio destro tirato all’indietro verso l’alto, il braccio destro piegato al gomito. Potevo sentire la tensione dei muscoli di tutto il corpo data dal pollice, indice e medio della mano destra tesi nella stessa direzione del braccio. I pollici dei piedi tesi verso la direzione opposta agli altri tiravano con forza i muscoli dei polpacci. Nessuna delle altre statute mi ha fatto sentire una tensione simile, una forza emotiva uguale.

A quel punto ero già stanco. Sono comunque andato in giro per le altre sale a vedere i quadri giapponesi e li mi sono subito accorto della differenza tra questi e quelli che ho visto quest’anno in febbraio alla mostra di opere d’arte dei laureandi delle università d’arte di Kyoto. Quelle di oggi erano più raccolte in se stesse, più tranquille, silenziose. Quelle degli studenti gridavano a pieni polmoni “ Sono qui!!! Guardatemi!!!! “ Questa tensione giovanile mancava in tutte le opere.


È vero che ero stanco e non concentrato così ho intenzione di tornarci ancora e guardarmi con più calma il tutto. Più di duecento opere in una volte sono troppe.

Per Elena invece è stata una giornata passata tranquillamente a casa a fare i compiti di matematica per i tre giorni di riposo perché gli studenti della scuola superiore erano in ritiro. Si tratta di una scuola buddista e questo ritiro viene fatto una volta all’anno. Forse pregano e studiano ma non ne sono molto sicuro. So che Elena era felicissima di starsene a casa al calduccio. Nel pomeriggio abbiamo ordinato un kotatsu, solo il tappeto e la coperta, speriamo che arrivino presto così le vacanze d’inverno saranno garantite calde calde.

Nittenultima modifica: 2009-12-17T14:53:05+01:00da fabiokyotese
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