L’augurio del nuovo anno

In giro pe Kyoto oggi si sono viste molte persone vestite in nero e forse alcune ragazze in kimono per il primo giorno di lavoro nel quale ci si scambia il saluto di rito. Molte fanno solo questo e il rimo vero giorno di lavoro sarà domani.


Primo lunedì dell’anno e prima rivista shoonen jump. Come ogni lunedì sono passato per la piccola libreria vicino a casa mia e ho salutato la signora sempre sorridente con cui spesso scambio due parole. Questa volta però prima della breve chiacchierata ci siamo salutati formalmente come si fa con tutti quando ci si incontra per la prima volta all’inizio del nuovo anno.


“ Akemashite omedetoo gozaimasu. Kotoshi mo yoroshiku onegaishimasu.” Questo è uno dei saluti più formali e a volta tolgo “ Akemashite “ ma funziona lo stesso. I primi anni in Giappone tutto mi sembrava troppo formale soprattutto perché lo si fa anche a casa, in famiglia. Infatti allo scadere del trentuno dicembre, io mezzo addormentato ma Elena prontamente mi ha fatto l’augurio del nuovo anno.

Può essere una sensazione strana ma con gli anni si sente qualcosa sotto. Un rispetto verso il prossimo e una promessa da mantenere verso se stessi e verso gli altri.


Intanto le nangajo dovrebbero essere arrivate tutte. Elena ne ha ricevute quasi venti e sembra contenta. Spero solo che quest’anno se le prepari lei non tanto perché mi scocci, anzi mi piace disegnarle, ma perché impari da sola a usare il pc e i programmi per farle.

L’augurio del nuovo annoultima modifica: 2010-01-04T13:24:12+01:00da fabiokyotese
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