Progresso

 

Osaka1.jpgÈ una parola che non sento più dire in giro, ma che si vede dappertutto. A volte collego il progresso alla tecnologia e spesso mi rendo conto che per molti non è più così, o almeno non lo dimostrano con le parole.

Alcuni giorni fa sono stato a una mostra fotografica al museo della città di Kyoto. Tutte le fotografie erano state prese con delle macchine fotografiche a grande formato, di quelle dove ci si deve mettere osaka2.jpgun panno nero in testa per mettere a fuoco ciò che si vuole fotografare. C’ero stato anche lo scorso anno con tanto di incontri interessanti. Quest’anno è stato un po’ diverso perché non sono riuscito ad incontrare nessuno dei presidenti ma mi sono fermato all’angolo dove spiegavano il funzionamento di queste macchine. Il signore gentilissimo ha spiegato per filo e per segno come funzionano facendomi coprire il capo con il panno cammina.jpgnero. Lo schermo a grandezza della pellicola molto grande, era sottosopra e rovescio da sinistra a destra e per assicurarsi che il tutto sia a fuoco si usa una specie di lente di ingrandimento tipo monocolo in miniatura. Il tutto mi ha fatto ricordare la “ camera obscura “ che i pittori del passato usavano per controllare la prospettiva delle proprie opere..

ragazzi.jpgMentre il signore mi spiegava tutto, intorno a noi si era formato un nugolo di signori non proprio anziani ma che quasi sicuramente, solo una mia forte supposizione, erano in pensione. Facevano domande, curiosi ma anche un po’ timidi. Volevano sapere come funzionava la macchina, che tipo di carta veniva usata per fare le stampe, quale ditta le avevano stampate e altro ancora. Parlando ho chiesto il costo di tutto e subito lui: “ la pellicola di per se non è cara ma lo sviluppo e la susseguente stampa costano quasi un occhio della testa. Stiamo anche pensando di riutilizzare i pannelli per l’esposizione del prossimo anno “. I soldi sono sempre un problema per tutti ( ma è non così per i membri di Tokyo ). Questo circolo ha lo scopo di preservare delle “ memorie “ della natura del Giappone usando proprio questo tipo di macchine fotografiche. Che non stiano madreFiglia.jpgsbagliando per caso?

Più che “ memorie “ secondo me erano delle opere d’arte non solo per la composizione ma per i colori che sembravano sfavillare di luce propria. Se proprio vogliono “ memorizzare “ la natura del paese sicuramente le digitali potrebbero fare un lavoro migliore e a minor costo ( per questo i tecnici della Pentax dovrebbero ricevere molti applausi e qualcosa di più per aver portato nel mercato camminare.jpguna nuova macchina fotografica digitale e “ basso “ costo, circa settemila euro ).

Il progresso. Conservare le pellicole, i quadri, gli affreschi è una battaglia forse persa dall’inizio. Si usano soldi per mantenere le opere passate, la memoria e di più. Per il passato questo è necessario ma per le “ opere “ del futuro forse non ce ne sarà bisogno.

akachan.jpgChi di voi ha comprato un Kidle della Amazon? O comprerà un i-pad della Apple?

Per quanto mi riguarda mi trovo tra due mondi, quello analogico con i miei quaderni e lettere che mando agli amici e ai parenti e quello digitale con i dati che ogni giorno metto nel pc e le fotografie digitali che ho accumulato in questi due anni di passione.

P.S. Due giorni fa ho scoperto la rivista Nihon Magazine di cui in questi giorni è uscito il primo numero. Se passate per il sito vi prego di fare i complimenti allo staff, sono stati bravissimi.

http://www.nihonmagazine.com/

Progressoultima modifica: 2010-03-18T14:00:00+01:00da fabiokyotese
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