I colori della città

obaachan.jpgCielo sereno e una leggera brezza fredda. Molte persone per le strade e tra questi molti giovani liberi finalmente dai lacci dei banchi di scuola.

Non sapevo se i ciliegi erano in fiore così, prima di andare a Osaka dove volevo fotografare le persone del centro, sono stato nella zona di Ghion e a Shijo Kawramachi il centro di Kyoto.

Per strada, ho visto una signora anziana che stava cercando di comprare una bottiglia di te giapponese da un distributore automatico ma la bottiglia non veniva fuori. Mi sono avvicinato e ho visto che i soldi erano kirei.jpgtornati indietro e lei non se n’era accorta. Anche per ieri ho fatto una buona azione.

A Ghion i ciliegi erano parzialmente in fiore ma i turisti c’erano comunque. Mentre ero lì a cercare l’angolo giusto ho visto un tassì fermarsi proprio accanto a me. Mi sono un po’ sorpreso quando ho visto il tassista scendere con in mano una macchina fotografica digitale di quelle compatte pronta per lo scatto. Lì vicino c’era anche una madre con la figlia di dieci anni circa, anche loro cercavano l’angolatura giusta. È proprio vero che i __IGP0233.jpgciliegi sono nel cuore dei giapponesi.

Persone, tante persone. All’incrocio di Shijo Kawabata un gruppo di ragazzi e ragazze in kimono che si facevano le fotografie e una coppia di turisti asiatici che aspettava il momento giusto di fotografarli. Il marito con in mano una reflex stentava, la moglie teneva la corrazzella e aspettando un po’ impazientita faceva cenno di proseguire. A quel punto mi sono ojisan.jpgavvicinato ai ragazzi chiedendo se potevo far loro una foto. Felici si sono messi subito in posa, si vedeva che le ragazze del gruppo erano felici di essere fotografate. Da lì è iniziata una specie di microsessione fotografica con i turisti, compreso il marito della coppia che aspettava, che si facevano avanti e i protagonisti felici per l’improvvisa popolarità. Kyoto, la città dai colori.

Invece Osaka, al centro, era invasa da uomini vestiti in meno, con scarpe nere, borse nere e cravatta matsu.jpgnera. Perfino le ragazze erano vestite in nero però con un tocco di rosso sulle labbra. È la stagione dei seminari e delle interviste indette dalle ditte per assumere del nuovo personale e il vestito o divisa è proprio quella nera, in giapponese si chiama “ ricluuto “. Vedere questi gruppi di uomini che camminano per la strada, che scendono per le scale tutti insieme, microsoftTabun.jpgsorridenti e a volte dal viso amorfo può far paura o mettere soggezione. Mi sono fatto coraggio e agli incroci, ai piedi delle scale e ai semafori mi sono fermato e ho puntato l’obbiettivo verso i passanti. Alcuni sorridevano, altri ancora chinavano il capo, altri tiravano diritto come se nulla fosse. Ho sentito qualcuno hitobito.jpgche diceva a voce alta del “ diritto dell’immagine “ forse per parlare più con i colleghi che indirizzato a me. Passo molto veloce ed energico, il centro di Osaka è un luogo dove tutto scorre senza fermarsi, senza ingorghi.

Intanto la revisone della legge per “ censurare “ i disegni o fotografie nei libri e manga dei minori di diciotto anni è stata posposta. Il partito al potere ha commentato che devono “ considerare più attentantamente “ la situazione e il prefettore di Tokyo, personaggio in prima fila per la revisione, ha commentato che si devono considerare vari punti di vista prima di prendere una decisione definitiva. La pressione delle case editrici e dei mangaka ( fumettisti ) ha avuto effetto.

I colori della cittàultima modifica: 2010-03-20T16:18:43+01:00da fabiokyotese
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