I mass media

Ancora due giorni fa ho visto un programma-dibattito alla tv nel quale partecipano uomini politici, critici e per creare un mix più “rotondo” anche un’attrice o donna famosa della tv. Due giorni fà però diversamente dal solito, hanno partecipato anche il ministro dell’economia e Kitano Takeshi, il tema: ”i mass media, tv e giornali, stanno uscendo dalla strada e stanno creando soltanto confusione?”. Kitano Takeshi è arrivato il ritardo e di sorpresa creando stupore e anche un alone palpabile di rispetto, quasi di sottomissione, da parte dei presentatori, persone che non vanno per il sottile quando si tratta di far domande anche imbarazzanti, primi ministri o meno. Invece l’arrivo aspettato del ministro è stato accolto con un’aria di benevolenza perché tutti sanno che non si può sbottonare più di tanto ( altrimenti chissà come girerebbe l’economia ).

Si è cercato per tutto il programma di capire cosa fosse cambiato cercando anche di inquadrare il ruolo che ha l’internet nello sviluppo dei media. Si vedevano sorrienti quando dicevano che avevo più dicentomila persone che li seguono su twitter, forse le guence erano anche un po’ rosse. Si è toccato vagamente, leggermente e forse più velocemente di uno Shinkansen, il tema delle inchieste (sempre attuate tramite telefono) di “mercato” nelle quale spesso si misura l’indice di gradimento del governo.

Il ministro ne ha sparate tre forse inaspettate almeno da parte mia:

– la lingua giapponese è la più usata nell’internet ( fonti incerte )

– l’enorme quantità di materiale di alta qualità giacente negli archivi della tv nazionle NHK senza essere utilizzato con profitto e da qui

– la possibile o auspicata introduzione dei libri di testo (con realtivi video NHK) in formato elettronico

Ne è venuto fuori che i mass media, soprattutto la tv non stanno sbagliando e non stanno influenzando l’opinione pubblica nemmeno di un pochino.

È stata una trasmissione piena di colori e di botti artificiali che hanno oscurato, o almeno così pensano, le responsabilità dei media ma la possibilità di un’apertura da parte delle case editrici a un modello di libro elettronico-virtuale-effimereo spinta da una leggera pressione da parte del governo presagisce la presa di posizione su un mercato dal fatturato di centinaia di miliardi di yen e in continua perdita. Il giornale economico Nikkei ha già aperto la versione virtuale a pagamento e sembra avere successo (circa sessanta mia iscritti paganti lo stesso prezzo dell’edizione cartacea più le varie funzioni di ricerca negli archivi e altro ancora).

I mass mediaultima modifica: 2010-05-18T15:19:21+02:00da fabiokyotese
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