Ghion matsuri, ikebana e obi

 

Questa mattina c’era un filo di sole che entrava dalle nuvole abbastanza tranquille. Durante la mattinata ho fatto la solita camminata e dopo aver sbrigato alcune cose sono andato in centro per fare delle foto.

hoko.jpgCon il Ghion matsuri ci sono molte più persone per la strada, ognuno con un suo stile e modo di camminare. Cercare di fotografarle mentre fanno la fila, mentre si fermano a fotografare “hoko” ( i carri messi al centro della strada ), mentre entrano nei negozi oppure semplicemente mentre chiacchierano camminando, è un buon esercizio per svegliarmi un po’ dal torbido di ogni giorno. Ci sono andato con il proposito di tornare con qualcosa di utile, che potesse dare un’idea di cosa accadesse da quelle parti ma una volta lì mi sono perso tra la marea di persone e sono andato a finire in una mostra di ikebana delle opere delle studentesse del secondo anno dell’università Ikenobo. Quest’anno le opere mi sono sembrate più allegre grazie all’uso del girasole e di colori chiari e curve carine, quasi a ricordare le sagome dei gattini e dei coniglietti tanto cari alle ragazze giapponesi.

signore.jpgIl tempo era ancora bello così sono stato prima ai grandi magazzini per comprare dei dolci e poi sono andato al negozio di kimonodi cui proprietario e la moglie. Abbiamo parlato di obi e di come si possa trasmettere alle persone la passione e la dedizione degli artigiani e maestri che lavorano per crearne uno. Non è facile e me ne sto rendendo conto con la vedita di oggetti di Murano: se riuscissi a trasmettere la passione e le storie che ci sono dietro a ogni singolo prodotto allora i clienti ne sarebbero sicuramente più contenti. Non è facile per nessuno e una sola pagina web, anche se fatta bene, non basta sicuramente.

Mentre parlavo con la signora guardavo due obi alla mia sinistra che attiravano la mia attenzione. Uno era di color crema tendente sul giallo con dei cerchi come disegno, l’altro era di color scuro,chouchin.jpgforse viola e azzurro mescolati, e un disegno tendente sul bianco. Volevo sapere quanto costassero e dopo avermi quasi “ ammonito “ che erano cari mi ha detto il prezzo: milleduecento euro. Quelli erano i più economici. Per quelli più cari allora si superano anche i diecimila euro. La stoffa usata è la seta. Il marito va a comparla direttamente da un solo produttore perché conosce come viene fatta e lavorata. Ormai non ci sono pù ditte che vanno alla ricerca del filo e del produttore, i più comprano i fili da diversi produttori e poi producono i loro obi o kimono ma spesso non sanno come usare i singoli colori tanto che i prodotti finiti riescono semplici e senza “gusto”. La storia e l’esperienza contano.

Secondo me non si tratta più di parti di vestiti ma di opere d’arte. Ogni obi viene disegnato da un gruppo di persone ma è il maestro che lo tesse che dà vita all’opera. Purtroppo di queste persone ce ne sono pochissime, come sono pochissimi i veri maestri vetrai di Murano.

All’uscita del negozio la signora mi ha gentilmente detto: “ Fai attenzione perché in questi giorni piove all’improvviso”. Come non detto. Sono tornato a casa bagnato fradicio ma in questi giorno è la norma. Ogni stagione ha il suo gusto.

 

Ghion matsuri, ikebana e obiultima modifica: 2010-07-15T16:12:23+02:00da fabiokyotese
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