Nirai kanai

 

folla7.jpgPerdere l’appuntamento non previsto per il rotto della cuffia, adesso so cosa vuol dire.

Oggi sono stato alla mostra fotografica Nirai Kanai di Sawada Manabu. È il suo tema, Okinawa e le isole del sud con il ciclo di vita e di morte la quale avvolge la vita e questo si percepisce sempre di più proseguendo verso sud fino alle Filippine.

folla8.jpgFino alla fine del novecento le persone pensavano che al di la del mare ci fosse il Nirai Kanai verso cui i defunti, dopo un lento abbandono delle carni, si avviavano in canoe speciali. In questa mostra, dopo un impatto abbastanza forte non solo di colori e di forme, questo ciclo di vita si poteva percepire dai ritratti di persone intercalati a opere raffiguranti il mare e la foresta. Due di queste mostravano molti vasi e teschi in cima a una scalinata sempre in mezzo al verde della foresta, segno forse definitivo dell’abbandono dello spirito dalla carne. I ritratti, prima quello di un signore anzianocoppia.jpgcon la barba lunga che guardava all’obbiettivo con uno sguardo quasi da arreso; poi di una ragazza in posa con le spalle un po’ ricurve e lo sguardo all’obbiettivo ma senza forza, stampata con colori smorti e infine un’altra ragazza seduta mentre dormiva su una sedia da bar, lei trasandata dai capelli sciupati e senza vita a dispetto della giovane età evidente dalla pelle delle gambe ancora in vita, risaltavano.

folla10.jpgUn’altro ritratto, il più profondo della mostra, un uomo giovane a torso nudo. Un tatuaggio in centro del petto e due sulle braccia di cui uno del “Che”. Appoggiato alla porta leggermente aperta dalla quale entrava la luce intensa del sole, guardava con intensità verso l’obbiettivo quasi in segno di sfida, con molta sicurezza di se stesso. Il fisico muscoloso reggeva il suo sguardo. Questo ritratto, assieme a quello di un neonato con i pantaloncini azzurro chiaro, a torso nudo appoggiato a un cuscino rosa intenso mentre dormiva profondamente, erano i fanali in cui orientarsi nonostante la linearità della mostra. Su tutto si poteva percepire una presenza femminina accentuata da due nudi. Uno di una modella non professionista seduta ai bordi del letto su sfondo rosso dava lamamma.jpgsensazione di falso. L’altro di una prostituita filippina seduta alla spalliera del letto senza presenza, senza pretesa.

La morte che avvolge la vita. Però ho sentito poca vita, o almeno solo quella del ritratto dell’uomo dscritto sopra. Per il resto la morte e la vita lasciata a sè, a decadere senza una spinta erano il sottofondo.

Purtroppo il fotografo non c’era, era partito ieri per Tokyo, ma sono riuscito a parlare con una signora lì presente amica di Sawada san. Una sua grande ammiratrice, anche lei impegnata nella fotografia ma in modo più disteso che non il maestro. Le ho fatto molte domande e ha cercat di rispondermi come meglio poteva. Spero che risponda alle domande che gli invieròragazza2.jpgper email.

http://www.someyamanabu.com/

Nirai kanaiultima modifica: 2010-08-29T17:22:00+02:00da fabiokyotese
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