Un giovane fotografo giapponese ma dal cuore italiano

 

okada.jpgErano mesi che non visitavo la galleria fotografica della Fuji ma questa volta ci sono voluto andare per vedere una mostra fotografica dai colori e dalle forme che facevano pensare a Kyoto e al Giappone tradizionale. Vivendo a Kyoto di colori e forme tradizionali ne vedo ogni giorno e devo dire che mi sono un po’ assuefatto al tutto. Però questa mostra è stata diversa da ciò che mi aspettavo.

Era divisa in tre parti:

– la parte da provare fisicamente composta da foto molto grandi, Taikan

– la parte composta da foto verticali a gruppi di tre fotografie chiamata Kiwami

– l’ultima che completava il circolo chiamata Karuta composta da foto della grandezza di un foglio a4 circa.

Nella prima parte il benvenuto lo dava una foto presa dall’alto delle montagne giapponesi di mattina presto quando la nebbia avvolge i picchi quasi fossero delle isole in un mare bianco. Un’altra quasi silouette di una finestra rotonda classica giapponese, presa solo a metà con in basso a sinistra una composizione ikebana. C’era soltanto un’imperfezione, un piccolo buco quasi impercepibile nella carta che copre la finestra.

Nella seconda parte, Kiwami, un’esplosione di colori rosso, verde, nero, azzurro e di forme classiche come le onde dei tetti dei templi, le colonne di legno, le tensioni delle linee nei carri antichi e il classico trucco bianco fino alla nuca da cui partono i capelli neri disposti perfettamente di una maiko, forse la parte più erotica della mostra.

La terza parte sembrava quasi uno spartito da come erano disposti i colori delle fotografie. Ritagli di giardini, natura, bamboo, muschio verde sgargiante. Anche qui il rosso e il nero dominavano con accenti di giallo delle foglie autunnali cadute su dei piccoli specchi d’acqua.

Devo dire che il mercato giapponese è saturo di fotografie che mostrano le varie stagioni soprattutto la primavera con i suoi ciliegi in fiore, l’anima dei popolo, e l’autunno con il rosso, arancione, giallo e azzurro intenso del cielo. Non è facile fare una mostra dove i simboli sono più che conosciuti ma Okada san è riuscito a dare una nuova profondità e una nuova visione. Non più il titolo a ogni opera ma un tema ad una serie, sta poi al visitatore sentire e cercare i motivi che più vuole.

L’incontro con il fotografo Okada san è stato come incontrare una tempesta piena di energia che ti sbilancia e ti mette in disagio all’inizio ma poi ti prende e ti trasporta. Alto più di un metro e ottanta, robusto ex giocatore di calcio, amichevolissimo. È stato lui a venirmi incontro quando ha visto che me ne stavo per uscire visto che lui era sempre circondato da persone che lo salutavano e gli facevano molte domande. Mi ha stretto la mano e mi ha ringraziato per essere rimasto li a lungo a vedere le foto e da lì la tempesta è iniziato. Dalle sue parole sono riuscito a capire il significato di molte foto e della storie che alcune di questa hanno. Infatti ognuna ha una propria nascita e sviluppo prima di arrivare alla mostra.

Mi ha spiegato come stia cercando di influenzare almeno un pochino ( in realtà vorrebbe cambiarlo ) il sistema di presentazione delle mostre e anche il modo di vederle. Infatti quasi tutti colori che vengono fanno spesso delle domande tecniche tipo quale sia l’apertura, la lunghezza dell’obbiettivo, se digitale o analogica e altre infinite domande. Nessuno che gli chieda come sono nate, perché le ha fatte, il significato che hanno per lui e che cosa lui voglia comunicare con queste. E andando più avanti, che tipo di persona sia il fotografo. Insomma la parte più importante.

Mentre parlavamo mi ha chiesto di scrivere le mie impressioni su un quaderno messo a disposizione dei visitatori. Scrivere in giapponese su due piedi non è la mia parte forte ma sono riuscito a scrivere quel pochino che potevo.

http://www.fujifilm.co.jp/photosalon/osaka/10082701.html

Nella foto Okada san sembra un po’ timido ma dal vivo è una persona piena di vitalità. 

 

Un giovane fotografo giapponese ma dal cuore italianoultima modifica: 2010-08-31T15:55:26+02:00da fabiokyotese
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