Un incontro di sfuggita

 

cieli2.jpgIeri pomeriggio mentre scrivevo il mio commento sul quaderno del fotografo Okada san, due signori anziani si sono fermati proprio davanti a me e hanno esclamato: ”Ma sai usare i kanji!”. A quel punto ho dovuto sospendere ciò che stavo scrivendo e ho chiesto se anche loro fossero fotografi. Uno di loro, il signor Kakui, è il presidente di un gruppo di fotografi a Osaka e ne era tanto orgoglioso che quando mi ha consegnato il bigliettino da visita mi ha fatto notare la scritta Kaicho ( presidente ) e mi ha parlato degli attestati che ha fin’ora preso. Volevo conoscerli un po’ meglio così mi sono azzardato a qualche domanda un po’ privata e sono venuto a sapere che entrambi erano tecnici di macchinari ( non sono riuscito a sapere quali ) e che sono andati spesso in Cambogia, Laos, India e altri paesi in Asia. Volevo parlare con loro ma prima volevo finire di scrivere le mie impressioni così ho chiesto se mi avessero potuto aspettare in un cafè gratuito lì vicino.bici3.jpgPurtroppo lo scritto mi ha preso più tempo del previsto così non sono riuscito a trovarli al cafè. Durante la conversazione ci eravamo elogiati un po’ a vicenda “non sembrate così tanto anziani da andare in pensione”, “pensavamo fossi uno studente universitario”. Che sia la passione per qualcosa che rende le persone più giovani? Oppure il contatto con molte persone specialmente con sconosciuti che dà questa carica di tensione o minimo stress indispensabile sia per fare delle esperienze che faranno maturare e anche per non buttarsi giù?

Leggendo un libro di critica fotografica ho scorperto Andy Grundberg un critico del NYT. Nei suoi articolidava.jpgmi sono accorto che molti fotografi vivono fino a oltre gli ottant’anni. Non posso fare di un’erba un fascio ma questa voglia e dovere di continuare a produrre rende le persone più flessibili ai cambiamenti repentini delle vita. Ogni giorno darsi dei problemi diversi, cercare di risolverli e stare in contatto con altre persone. Migliorarsi ogni giorno o almeno cercare di farlo.

basso.jpgIntanto in questi giorni Elena torna a casa verso le otto di sera perché sta facendo i preparativi per il bunka sai a scuola. Mi ha detto che sono andati a comprare delle casse con molte lattine di bibite e di dolci per il negozio che i membri della classe vogliono aprire durante la festa della cultura, bunkasai, di questa domenica. Torna a casa sempre stanca ma di buon umore. Ci sarà anche la rappresentazione annuale della banda di strumenti a fiato della scuola, ex campionesse nazionali, e anche delle soubrette anche loro arrivate alla finale nazionale.

Totemo otanoshimi ni shite imasu.

 

Un incontro di sfuggitaultima modifica: 2010-09-01T15:59:40+02:00da fabiokyotese
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