Un piccolo sole

Il barbiere alla mattina, il lavoro fino a mezzogiorno, una mostra fotografica al pomeriggio e una mostra d’arte al museo di Kyoto di seguito senza pranzare mi hanno sfinito.

Il barbiere, come sempre l’ho trovato allegro e sorridente metre stava sturando i muscoli: ”Usare i muscoli che di solito non si usano fa bene alla salute!” La conversazione è partita dalla salute per passare alla politica, economia per poi tornare alla salute. Quando ha sentito che sono vegetariano e non mangio ne carne ne pesce ne latticini e che non bevo alcolici mi ha chiesto: “Ma come fai a stare in piedi?” Gli ho chiesto subito se voleva diventare vegetariano ma ha subito rifiutato. Peccato, intanto ci ho provato.

La mostra fotografica di cui scriverò nell’altro blog mi ha dato ancora l’occasione di parlare con un signore in pensione.

Alla mostra d’arte c’erano circa centotrenta opere alte circa due metri e larghe circa un metro. Di seguito il link per vedere alcune opere:

http://www.nihonbijutsuin.or.jp/ippan_95/osaka.html

in questa mostra tre quadri mi hanno attratto e avevano tutti lo stesso modo di raffigurare il mondo. Erano dei collage o meglio dei disegni in disegni su disegni come il “Tabi no Kioku” (ricordi di viaggio). Lo potete vedere nel menu della pagina sopra, il primo link da sopra. Verde in varie tonalità fino a diventare bianco in basso dove è raffigurato un tavolo con un gatto sopra e dei bicchieri. In mezzo delle palme e due squali che nuotavano sulla sinistra. Dietro una parte di un mappamondo. Dopo un po’ che lo guardavo ho avuto la sensazione che il tutto si muovesse, era soltato un’illusione ma è stata una forte impressione. Se dovessi rimproverare qualcosa è stata la mancanza di sedie in centro alle stanze.

Dopo la mostra sono andato a riposarmi in un cafè perché dopo avrei dovuto incontrare un’amica. Lì ho scritto le impressioni delle mostre. Accanto a me c’erano una madre e la figlia ( di tre anni ) che parlavano della juku a cui erano andate. La figlia piccola e carina stava mangiando un panino con la marmellata quasi più grande di lei. Una volta alzatomi per mettermi la giacca questa bambina mi ha guardato e facendomi un sorriso enorme e di gusto mi salutava con la mano sinistra (la destra era ancora occupata con il panino). Ho risposto e stavo per andarmene quando mi ha detto qualcosa che non ero riuscito a sentire. Mi sono arrivicinato e porgendole l’orecchio mi ha ripetuto che era riuscita a mangiare l’amburgher che la mamma le aveva preparato: “le carote nell’hamburgher erano buonissime” mi ha detto con orgoglio. Che cosa potevo fare? Mi sono presentato e le ho chiesto il nome ripetutomi due volte in modo chiaro e deciso. Le ho lodato l’impermeabile bianco e rosso con disegni di fragole e lei mi fa: “Adesso esco anch’io.” L’affermazione non prevista ha preso di contropiede la madre che scusandosi mi ha detto: “Scusala ma sembra che tu le piaccia tanto. Aspetta che metto a posto tutto e poi usciamo.” Così mi sono trovato a manina di una bambina di tre anni con la madre dall’altra parte. Mi ha raccontato della scuola, della festa dello sport e dei libri che legge, o meglio guarda. Sa leggere un po’ di hiragana ma il katakana è ancora difficile (da notare che ha solo tre anni e già sa un alfabeto). Abbiamo camminato insieme fino ai grandi magazzini e una volta dentro l’ho salutata e ci siamo separati.

È la prima volta che sono stato fermato da una bambina di tre anni ma voglio scrivere che mi ha cambiato la giornata e ha portato un piccolo raggio luce sotto la pioggia pesante di oggi.

Un piccolo soleultima modifica: 2010-10-09T14:32:03+02:00da fabiokyotese
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