La ragione, il motivo

 

KC3B0007.JPGAlcuni giorni fa ho ricevuto un messaggio a cui vorrei rispondere in questo post. Il messaggio era:

————————————————————————————-

salve,le scrivo in quanto ho letto il suo blog e mi piace vedere la passione che lei ha con il giappone…

la stessa che ho io per la norvegia…

anche io vorrei andare a vivere in un paese lontano…

io mi accontenterei proprio della norvegia non vorrei andare fino in estremo oriente…

ma come ha fatto ad abbandonare tutto e a lanciarsi in questa nuova vita??

come ha fatto??

perchè anche io sono tentato di andare all estero…ma ho un po di timori…

KC3B0009.JPGin attesa di una sua risposta… la  ringrazio anticipatamente…

——————————————————————————–

Come ho fatto a venire in Giappone, abbandonare tutto e stabilirmi qui?

Ho preso l’aereo; non ho abbandonato nulla in Italia; ho sposato una bellissima donna (purtroppo persa) e ho una fantastica figlia, oltre ad amici che tengo vicini.

Una fiammata di un’emozione che mi ha sconvolto la vita e ha fatto girare il mondo. Non vorrei cadere in elogi all’amore e alla sua (non è micaKC3B0010.JPGuna persona o un dio) prorompenza, ma è un’emozione forse inarrestabile. Mi ha portato in un’estasi che è durata circa due anni e quando mi sono svegliato mi sono ritrovato a Kyoto, parlavo una lingua che due anni prima neppure sapevo esistesse e stavo per diventare papà. L’unica parte negativa, se si può pensare così, è che avevo concentrato tutto su mia moglie e quando l’ho persa sono caduto in un baratro buio senza fine a parte una piccola luce che mi teneva compagnia e mi riscaldava. Ero giovane, senza esperienze di vita ed è forse per questo che sono riuscito a buttarmi capofitto in quest’altra vita.

Non ho abbandonato Venezia e l’Italia, che sicuramente non consocevo bene prima e non conosco bene neanche adesso. Ho solo cambiato paese e ho guadagnato tantissimo in esperienze, in amici e nella formazione emotiva di me stesso. Sono diciannove anni (auguri Fabio!!!! Il dieci di ottobre è stato il mio diciannovesimo compleanno in Giappone!!!) che abito a Kyoto e ne ho passate di tutti i colori. Dal lavoro, al matrimonio, a mia figlia, all’aver dimenticato come si declinavano i verbi al presente (le preposizioni? Mah!!). Martimoni, nascite, funerali. Ho perso i nonni senza averli potuti salutare prima di morire. L’ho fattoKC3B0015.JPGperò con mia moglie. Accadrà sicuramente per i miei genitori. Possono essere delle esperienze strazianti però fanno maturare.

L’evolversi di me stesso in Giappone è continuato e continua ogni giorno, ogni istante della giornata. C’è sempre qualcosa che non so, qualcosa che mi sorprende e mi tiene sempre sotto tensione. Un genitore dovrebbe saperne più dei figli ma sempre più spesso sono costretto a dire a mia figlia che non posso rispondere alle sue domande anche se immediatamente vado in cerca delle risposte o dei materiali che mi mettano in gradi di rispondere.

Non è solo un problema di lingua, per quello me la cavo abbastanza bene. Però ogni giorno cerco di mettere qualcosa nel bagaglio delle esperienze. Sono riuscito a superare l’esame di lingua giapponese per stranieri ma quello è stato solo l’inizio. Come fanno i pompieri quando controllano ogni mattina l’equipaggiamento e ogni mattina fanno esercizi fisici per un’ora; come gli artigiani (che voglio chiamare maestri) del violino che ogni giorno toccano il legno, lo annusano, e conKC3B0021.JPGprecisione matematica lo scalpellano, levigano e intagliano. Così è per il mio giapponese. Non sono ai livelli dei grandi maestri ma qualche colpetto ogni tanto me lo do da solo o me lo da mia figlia (sado-masochista per natura?). Come una specie di brodo primordiale da quale nascono queste passioni che poi si collegano a vicenda.

Cosa mi permette di andare avanti? Mia figlia. Ma anche la curiosità che soprattutto in questi anni ho verso le persone e i colori intorno a me. Un’altro fatto sicuramente importantissimo è il sorriso delle persone. Quando parlo con qualcuno cerco sempre di vederlo sorridere, quando cammino per la strada sorrido da solo e spesso ricevo in cambio dei sorrisini, a volte sorrisi che fanno rallegrare il cuore.

Fin qui sono stato troppo sdolcinato ma riguardando questi anni di vita in Giappone ciò che ho scritto sopra è una specie di sommario. 

 

La ragione, il motivoultima modifica: 2010-10-13T15:20:18+02:00da fabiokyotese
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “La ragione, il motivo

  1. direi che è molto completo.

    le confesso che sono ancora strabilitato dalla facilità di come lei si sia buttato a capofitto in questa nuova vita… come una nuova nascita.
    spero proprio di fare anche io come lei e di prendere il coraggio.
    non aspetto che arrivi lui,in quanto la vita è breve e non si può aspettare…ma al contrario sono io che lo prendo di forza!!

    grazie ancora per la risposta,la attendevo e l’attesa ne è pienamente valsa la pena! mi piacciono anche le foto che lei mette nel blog,piccoli momenti di vita quotidiana.
    cose semplici ma molto efficaci,che spiegano piu le foto della vita vissuta comunemente che foto di monumenti o status simbolo.

    grazie ancora per la risposta!
    Paolo

  2. Caro paolink

    ti auguro tanta fortuna. Almeno provaci cosi` non avrai rimpianti.
    ganbatte ne!!!

    Caro Portinaio

    Diciamo che il Giappone non mi ha rapito ma lo ha fatto mia moglie. Sono sempre tra i due paesi, specialmente con il brevissimi e velocissimo ritorno che ho fatto la scorsa settimana.
    Un po’ alla volta sto maturando anch’io.

    Mata ne.

Lascia un commento