Tanti incontri

 

bw3.jpgIeri è stata una giornata nella quale ho incontrato ancora un’amica che vorrebbe diventare una fotografa e si è incamminata piano piano verso questa direzione. Mentre ero alla mostra fotografica del suo maestro ho avuto la fortuna di conoscerlo e di fargli delle domande. Professore dell’università, era circondato da me e da altre due persone e ci spiegava come avesse preso le foto e i dettagli forse irragiungibili senza la sua spiegazione. Ha settant’anni ma ne dimostra sessanta e forse meno. Va in giro per tutto il Giappone e per il mondo per sviluppare il suo tema.

Ascoltando le sue parole mi sono accorto di due cadenze.

La prima era queola della sua voce, calma, profonda, sicura faceva rivolgere l’attenzione degli ascoltatori verso ciò chebw7.jpgstava dicendo. Il ritmo non cambiava ma non era monotono, anzi. Non era magia, purtroppo non sono stato abbastanza a contatto con lui per capire come faceva. Sarà per il prossimo incontro.

La seconda era il discorso sottostante; le parole venivano pronunciate conoscendone il significato. Le parole si collegavano alle seguenti in modo, oso scrivere, magico. Non ho sentito ne una pausa troppo lunga ne congiunzioni messe li per prendere tempo. Sonobw6.jpgpersone come lui che ogni volta mi fanno riscoprire la bellezza della pronuncia e della lingua giapponese. Sugoi!!!

Il suo modo di parlare mi ha molto colpito forse anche perché alla mattina avevo parlato per due ore con una giovane studentessa dell’università che sparava parole, frasi e a volte epiteti più velocemente di una mitragliatrice. Mi sentivo quasi un colabrodo. Tra di loro, maestro e studentessa, ci sono circa cinquant’anni di differenza. L’esperienza la dice lunga.

Dopo l’incontro sono andato a prendere qualcosa da bere con la mia amica, futura fotografa. Era preoccupata per me perché mio padre è morto e avendo già perso mia moglie pensava fossi giù di morale. “Nonbw4.jpgsono passati tanti anni dalla morte di tua moglie ma è importante che non ti chiuda mentalmente. Mi raccomando cerca di non essere aperto solo verso i tuoi interessi.” Le ho detto che uno dei miei sogni è quello di andare al polo nord a fotografare i pinguini (“Ma Fabio, al polo nord ci sono i pinguini?”) e magari fare un po’ di paracadutismo. Per il momento però voglio dedicarmi il più possibile a mia figlia.”

Mi ha parlato anche lei della sua famiglia di quando vivevano a Hokkaido e della loro passione per l’astronomia, poi il loro ritorno sotto tono nel Kansai a casa dei genitori e … altro ancora.

Quando sono tornato a casa ero stanco, quasi sfinito ma con il bagaglio delle esperienze un po’ più maturo del giorno prima. Tsumikasane, come si dice da queste parti.

 

Tanti incontriultima modifica: 2010-11-17T14:05:57+01:00da fabiokyotese
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