Tanti incontri con amanti della fotografia e anche dell’Italia.

 

ninnaji10.jpgIeri le l’altro ieri sono state due giornate molte intense. La parte del leone l’ha fatta mia figlia perché deve imparare a memoria nove poesie cinesi e ripeterle in meno di sei minuti. Ha fatto molta pratica l’ultimo giorno e non è riuscita a passare al primo tentativo (normale perché non è un genio anche se non le manca tanto, in giapponese si dice Oyabaka) così in due a casa, dalle cinque del mattino abbiamo fatto pratica di lettura e anche un po’ di recita (non le piace recitare ma le ho fatto presente che quando riesce ad esporre bene un poesia le sue parole acquistano leggerezza e potenza, sono vive). Oggi farà la seconda prova e anche oggi ci siamo svegliati presto per far pratica, io mentre preparavo il suo obento. Non dovrebbe avere problemi. Tutto ciò mi ha ricordatoninnaji3.jpgil periodo delle elementari quando la maestra ci faceva imparare a memoria le poesie e ce le faceva recitare davanti alla classe. Dei sepolcri.

All’università le studentesse sono in una fase di tensione più alta del solito perché devono scegliere lo “Zemi” o indirizzo finale e quindi devono fare il colloquio con il professore della facoltà. Sono al secondo anno e devono scegliere il loro percorso. Si poteva sentire la tensione, la preoccupazione ma anche la gioia e la curiosità per il probabile. Molte che conosco vorrebbero entrare nel Zemi della storia europea ma il professore sembra severissimo e tanto da averne quasi paura. Chissà come andranno avanti, sono curiorissimo. Chissà anche cosa farà Elena all’università e dopo …

Intanto, ieri sera mentre ero a una mostra fotografica immerso tra fotografie enormi di montagne e natura di Nara, il mio telefonino mi ha avvertito che era arrivato un’email. Quando l’ho aperta il mio sorriso era così grande tanto da contagiare le persone intorno a me. Era di un’amica e l’email era da Catania. Infatti mio aveva detto che me l’avrebbe mandata se ci fosse potuta andare. Che gioia! Le avevo chiesto di allegare anche una fotografia ma a causa delle diversi sistemi o forse al limite dei bit disponibili la foto non è arrivata, però ha poca importanza perché le sue parole di gioia sono arrivate sane e salve e hanno avuto un ottimo effetto.

Oltre a questo, ieri ho trovato aperta una pizzeria a Osaka che pensavo fosse ormai fuori servizio perché ogni volte che ci passavo era sempre chiusa nonostante il forno a legna fosse pulito e ci fosse traccia di farina e pomodoro. “Da Esposito” è il nome della pizzeria e il pizzaiolo si chiama “Beppe” (in realtà Teppe in giapponese). Trentaduenne, ha vissuto e lavorato per cinque anni a Napoli. Purtroppo abbiamo scambiato soltanto alcune parole, la sua pizza è buona ma dovrebbe far qualcosa per tutta quella fuliggine che esce dal forno. Ho fatto degli altri incontri ma li lascio al blog della fotografia.

Mata ne.

 

Tanti incontri con amanti della fotografia e anche dell’Italia.ultima modifica: 2010-12-01T02:06:36+01:00da fabiokyotese
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